”Il sipario si alza a Sud”…ma nessuno se ne accorge

da www.strill.it

Domenica 30 Maggio 2010 11:52

di Josephine Condemi

Renato Palazzi, nel dicembre 2006, pubblicava sul “Sole24ore” l’articolo “Il sipario si alza a Sud”, mettendo in evidenza come i maggiori drammaturghi contemporanei siano campani, calabresi, pugliesi e siciliani.

Sono trascorsi 4 anni, e continua il silenzio assordante che avvolge l’opera di questi autori, celebrati all’estero e semisconosciuti in patria.

Venerdì sera, alle ore 18 al Rhegium Julii si è cercato di aprire una breccia per far conoscere queste realtà apripista nel panorama nazionale ma “colpevoli” di essere nate da Napoli in giù.

Cornice perfetta, il Progetto “Leggo per legittima difesa”, che, come suggerisce il titolo, si propone di utilizzare i libri come “grimaldelli per scardinare luoghi comuni e come ponti per superare le contraddizioni accogliendo la complessità del reale”.

Si è svolta così la conversazione “La drammaturgia meridionale contemporanea:un esempio di teatro civile”, a cura del prof. Dario Tomasello, docente di “Letteratura Italiana contemporanea” e di “Storia e Critica del teatro” presso l’Università di Messina nonché autore di “Un assurdo isolano. Il teatro di Spiro Scimone e Francesco Sframeli”. Il volume è la prima monografia dedicata a due autori che “sebbene viventi, in attività, ed abbastanza giovani”, come ha sottolineato provocatoriamente Tomasello, “sono stati accolti trionfalmente alla Comédie Française di Parigi e trovano posto a stento nei cartelloni nazionali”.

Chi scrive è di parte, avendo organizzato l’incontro e curato l’introduzione allo stesso, ma sente la necessità di riportare alcuni dei concetti che sono emersi durante la conversazione, uno su tutti, e cioè che la periferia è uno stato mentale. “Castrovillari, nonostante non sia il posto più raggiungibile del mondo, durante la rassegna ‘Primavera dei Teatri’ diventa il centro dell’attività teatrale nazionale e non solo, nonostante le miopie istituzionali che lasciano a pochi volenterosi gli oneri di un’organizzazione imponente”, ha evidenziato Tomasello.

Come Castrovillari, decine di altre realtà sul territorio, immerse nel mare di disinformazione che avvolge quanto di positivo riesce ad affermarsi da Napoli in giù, soprattutto a livello culturale.

Nessun moralismo, solo una constatazione: “il sipario si alza a Sud”, ma nessuno (quasi) se ne accorge.

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