De Niro a Taormina annuncia i sequel di “The good shepherd” e fa una Master Class d’ironia

da strill.it
Domenica 13 Giugno 2010 14:29
 di Josephine Condemi – E bravo il nostro Robert…con quella faccia un po’ così, con quel sorriso un po’ così, ha fatto un superspot (qualora ce ne fosse bisogno) per annunciare urbi et orbi i due sequel di “The good shepherd”, film che (guarda caso) ha preceduto la master class del divo hollywoodiano.

“Ho intenzione di girare il secondo film ambientandolo tra il 61 e l’89 e il terzo film, dall’89 ai giorni nostri”, ha affermato De Niro, con quella faccia un po’ così e quel sorriso un po’ così.

L’impressione che ho avuto, è che in realtà prendesse (e si prendesse) in giro abbondantemente, rispondendo alle domande con ironia, sinceramente divertito della situazione (giornalisti, cameramen, decine di persone pronte a prendere appunti e pendere dalle sue labbra inzuppati fradici di sudore)  ma quasi che riguardasse qualcun altro.

Ecco, sembrava che sul palcoscenico recitasse il personaggio di se stesso ma non facesse proprio nulla per nasconderlo, anzi si divertisse anche.

C’è del comico in questi grandi eventi, l’importante è coglierlo, e De Niro ha il grande merito di continuare a farlo.

Così, dopo essere entrato e aver salutato agitando la mano tutti i fans, si è seduto e si è versato l’acqua, alla faccia della bevanda energetica presente sul tavolo e che faceva da sponsor.

Poi, ha risposto con garbo e quel sorriso alle domande, canoniche e molto di rito….(“come produttore, che film sceglie?” “Personaggi veri con storie vere”; “Le piace di più fare il regista, l’attore o il produttore?” “L’attore e il regista”, e via di questo passo ).

Strappa l’applauso parlando della Sicilia (“difficile perdere peso con la vostra cucina”), e, oltre alla notizia che ho già riportato, già che c’è, mette a tacere le voci su un suo film con Scorsese riguardante Sinatra confermando di stare lavorando con il regista su qualcosa di simile a “Goodfellas”  e ispirato al romanzo “Ho sentito che dipingi case”.

Inevitabile la domanda italo centrica, fatta apposta per suscitare polemiche: “quali registi italiani ha conosciuto o conosce?” “Fellini, Pontecorvo, Tornatore (‘Nuovo cinema Paradiso’ mi è piaciuto molto), Veronesi (ho visto ‘Manuale d’amore’)…gli altri… gli altri in questo momento non so, non sono molto informato sul cinema italiano, mi dispiace”.

Quindi, cari lettori, preparatevi a tonnellate di inchiostro in difesa o in attacco del nostro cinema, scatenate da queste precise parole di Mr De Niro, che torna serio ( e un po’ imbarazzato) solo quando si presenta un fuori programma, e un ragazzo, prenotatosi per fare una domanda, in realtà racconta al divo della morte prematura di un suo amico rumeno a Gela, avvenuta, secondo il tizio, per ragioni legate alla criminalità organizzata (“Stanno succedendo cose…vorrei parlargliene”). E Robert, prendendo e poi restituendo al ragazzo le foto dei figli di questo giovane, semplicemente, disse : “Ok”.

Solo in quel momento, per qualche attimo, Mr De Niro ha perso quel sorriso, che ha subito ritrovato quando è stata annunciata la sua premiazione di stasera al Teatro Antico.

A buon intenditor…basta un sorriso.

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