Taormina Film Fest: in scena i corti spagnoli

da strill.it

Domenica 13 Giugno 2010  12:29

 di Josephine Condemi – L’idea era buona. “La cortida”, corrida+movida, per raccontare una Spagna insolita, quella che si muove al confine tra cortometraggio e cartoon.Andiamo a vedere.

Mario Serenelli, curatore della selezione, arrivando in ritardo per un problema di ora legale, ha esordito dicendo che  il programma, visto l’imprevisto, si sarebbe ridotto di un bel pezzo.

Fa niente, il programma non l’avevo guardato, vediamo cosa propone.
“Il primo spazio è dedicato ai bambini, il settore che nell’industria spagnola dei cartoon è ovviamente privilegiato.”  I lavori sono tutti in anteprima.  Si parte con “Glumpers”, una famiglia di gelatine che alla fine del primo episodio vengono mangiati da un orca e nel secondo disintegrano letteralmente tutto il pianeta…
Molto tranquillizzante, non c’è che dire, specialmente per il target di riferimento (siamo rimasti male pure noi, “giurati-giovani-intellighenti”)…
“Van Dogh” invece è guardabile, (a parte il gioco di parole del titolo), con la sua didattica della pittura da insegnare ai bambini…(anche se l’impressione è che sia troppo stupido per i 5-6enni e troppo complicato per i 2-3enni)…
Insomma, il  bilancio su questo settore non è quasi per nulla positivo…andiamo avanti.
Serenelli fa vedere “una fiaba molto commovente”, (di cui già il titolo fa piangere, tradotto: “La bambina con un solo orecchio”), storia di una bambina irrisa per questa sua deformità che chiedendo spiegazioni alla madre si avventura in un racconto molto ben realizzato tecnicamente, ma abbastanza spiazzante (e deprimente) dal punto di vista dei contenuti. Anche qui, ci sarebbe da capire il target di riferimento.
Arriviamo alla sezione dei corti realizzati da Lorenzo Recio, artista (pare) quotatissimo, di cui abbiamo ammirato “Il ballo del minotauro” e “Lisa” : il primo, un cartoon, anzi un viaggio onirico ai limiti della coscienza  (o dell’incoscienza), in cui il simbolico deve farla da padrone per riuscire a trovare un maledettissimo senso a ciò che si vede sullo schermo. Stesso vale per “Lisa”, un corto horror-splatter su cui francamente non voglio esprimermi per rispetto verso l’autore.
Io penso che queste cose facciano male alla cultura, sono esattamente quello che fa allontanare la gente da rassegne di questo tipo. Fare vedere altro non significa fare gli sperimentalisti a tutti i costi, perché tanto “è arte”, ed è lo spettatore “che non capisce”. Fare “sperimentalismo” non significa andare oltre i limiti della pazienza di chi ti guarda. Infatti, lo sperimentalismo è ancora possibile, seppure in una prospettiva (per farci belli)  “post-moderna”.
Ne è stato un esempio  “Passioni”, film frutto dell’amore per il disegno del compianto Furio Scarpelli, che sinergicamente fa interagire cartoon, fumetti e documenti d’epoca per raccontare la Spagna di Franco con occhio ora ironico, ora giustamente drammatico, ma mai banale, mai banalmente “intellettualoide” pur non essendo, come si diceva un tempo,  “di massa” .

Le persone non sono una massa, e farsi capire è il primo passo di una comunicazione vera, fondata sui contenuti. Il resto, lasciamolo ai circuiti autoreferenziali.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...