Il coraggio di chi parte, il coraggio di chi resta….Vins Gallico ai Caffè Letterari del Rhegium Julii

da www.strill.it
Mercoledì 14 Luglio 2010 19:35
di Josephine Condemi – Vins Gallico è nato a Melito nel 1976, ha vissuto a Reggio fino a 18 anni, quando ha deciso di andare via: Roma prima, poi Germania, infine di nuovo Roma.Il suo primo romanzo, “Portami rispetto” (Rizzoli) è stato presentato ieri sera ai Caffè Letterari del Rhegium Julii.“Portami rispetto ha come argomento la ‘ndrangheta e come tema il coraggio” ha spiegato l’autore.

“L’eroina del romanzo è in realtà un’antieroina che agisce per istinto di sopravvivenza, trovandosi catapultata in una serie di situazioni che le stravolgeranno la vita.”

Perché, ha continuato l’autore, “in questi contesti non sempre riuscite a vivere una vita appieno. Io, quelle rare volte che torno, sento sempre come qui si viva una perenne tragedia greca. Ho voluto raccontare tutte le sofferenze che implica una vita dignitosa e coraggiosa a RC”

Il prof. Francesco Idotta, curatore dell’introduzione, ha fatto notare provocatoriamente al nostro autore come ci sia anche chi ha scelto di andare e poi tornare, per combattere in loco, per fare resistenza, per cercare di cambiare tutta una mentalità che passa , ad esempio, anche dal parcheggiare sulle strisce.

Ha fatto notare che l’indignazione esiste, e quando si trasforma in azione, è già qualcosa.

Vins Gallico ha risposto: “ Mi viene in mente quella canzone di De André… ‘si costerna, s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignità’…non ci si può indignare per tutto…se voi che state qui vi indignate per ogni cosa, vivete facendovi un fegato così”

Il prof. Idotta ha ribattuto: “Esiste un posto, oggi, in Italia, dove si può vivere senza indignarsi?”

In questo breve “botta e risposta” c’è tutto il mondo di chi viene e chi resta, chi torna e si stupisce, nel bene e nel male, di chi sceglie di non tornare, di chi, come l’autore, si sente “esiliato”, e sceglie di “vivere per addizione, come direbbe Carmine Abate”, e chi agisce per un cambiamento piccolo, insignificante,ma quotidiano.

“Arrivo qui, e quando guardo il tramonto dico che vengo da una terra bellissima, che potrei portarci i miei amici, poi mi giro, vedo i mostri dell’abusivismo edilizio, e cambio idea, perché so come reagirebbero” ha affermato Gallico.

Gli hanno fatto notare come ogni terra (e ogni anima, aggiungiamo noi) ha i propri mostri… Che anche la ‘ndrangheta stessa ormai ha i propri epicentri nei palazzi del potere delle capitali….Lui ha risposto, lapidario, che “mal comune, peggio per tutti”.

Colpisce, soprattutto, quando qualcuno gli ha fatto presente che può essere facile parlare di coraggio a chilometri di distanza, l’affermazione : “non tutte le fughe sono sempre una forma di paura.”

Ha ragione, anche per andare ci vuole coraggio. Purchè non si dimentichi da dove si è partiti.

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