Premio Seminara Rhegium Julii…ci siamo!

E finalmente, aggiungerei… Ogni anno, il Seminara è una sorpresa: senza retorica, ma questo premio, che permette a chi fa parte della giuria (ovvero i Giovani e i Lettori del Rhegium Julii) di avere il polso ogni anno sulla produzione editoriale italiana dedicata agli esordienti (un “polso” che si acquista leggendo, leggendo, leggendo, più di 50 libri in meno di tre mesi!) è una scatola piena di sorprese.

Non sai mai cosa ti capiterà tra le mani: magari un libro stai per scartarlo e invece ecco che ti avvince, non lo molli, diventerà tra i tuoi preferiti.

Altre volte invece vedi la copertina (ci sarebbe da scrivere un post a parte sugli aspetti paratestuali e promozionali dei testi), immagini chissà cosa e il sogno naufraga miseramente leggendo le prime pagine del volume.

Ma i libri (assicuro), vengono proprio per questo letti tutti, dall’inizio alla fine (con buona pace degli occhi che strabuzzano dopo un po’).

E si vede: non a caso, hanno vinto il Seminara in questi anni (tra gli altri) Hamid Ziarati, Gianrico Carofiglio, Younis Tawfik, Paolo Giordano.

Questo per quanto riguarda i Supervincitori! Infatti, il Premio funziona così: dopo la prima fase di selezione (da 50 libri a 6-7), si fa una seconda cernita che porta alla proclamazione dei tre vincitori. Vincitori che, durante l’ultima serata dei Caffè Letterari del Rhegium (generalmente, l’ultimo martedì di agosto), si interfacciano con il pubblico e tra loro aspettando il verdetto della giuria che eleggerà il Supervincitore.

Giuria composta non solo dai Giovani del Rhegium ma anche da tutti coloro che sono stati selezionati tramite quiz culturali durante i Caffè Letterari precedenti. Una giuria esterna, dunque, perchè i Premi autoreferenziali non sono (e menomale), la tradizione del Rhegium Julii (potere dire lo stesso di tanti altri circoli letterari presenti in Italia!)….

Quest’anno, le tre vincitrici sono Carolina De Robertis con “La bambina nata due volte“, Francesca Melandri con “Eva dorme” e Leonora Sartori con “La forma incerta dei sogni“.

Tre libri molto diversi tra loro, anche se mi sono divertita a trovare un filo conduttore (mi piace trovare analogie tra le cose, pur mantenendo le specificità dei termini che metto a paragone)…avremo occasione di riparlarne….

E voi? Li avete già letti? cosa ne pensate? Per farvi un’idea, consiglio di partecipare alla serata dedicata al Premio martedì 24…

Aspetto i vostri commenti su questo blog!

A presto!

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