“Eva dorme” di Francesca Melandri: viaggio tra terre di mezzo

da http://www.strill.it

di Josephine Condemi – Nell’undicesimo libro de “Il Paradiso perduto” di Milton, l’arcangelo Michele dà un sonnifero ad Eva per non farle sentire ciò che sta per rivelare ad Adamo: la storia futura dell’umanità.

Eva Huber invece vuole sempre sapere. E quindi non riesce mai a dormire. Ha troppe domande in testa e poche risposte. Eppure, ormai è una donna affermata: organizzatrice di eventi, è benestante e non ha problemi con gli uomini. Certo, è l’amante di un uomo che non ha intenzione di lasciare la propria moglie, ma questo non è mai stato un problema. Finora.

Perché Eva alla vigilia di Pasqua riceve una telefonata da un uomo che non sentiva fin da quando era bambina: “Vorrei rivederti”. Eva parte verso Sud, dalle Dolomiti a Reggio Calabria, 1397 chilometri in treno (la vigilia di Pasqua, figurarsi trovare un aereo!). Inizia il viaggio.

Il volume di Francesca Melandri alterna i ricordi di infanzia di Eva alla storia della famiglia della madre, gli Huber, abitanti del Sudtirol/Alto Adige. Una terra di mezzo, (“perché il problema è sempre questo, da dove lo si guarda: se dall’Austria è Sud Tirolo, se dall’Italia è Alto Adige”) terra di frontiera, terra di ricatti e politiche internazionali più o meno riuscite. Dunque, terra di terrorismo.

“Eva dorme” è uno dei pochi volumi che abbia deciso di affrontare in maniera diretta la “questione altoatesina”. Una questione che fortunatamente oggi appare risolta, ma sulla quale fino a vent’anni fa (al 1988 risale l’ultimo attentato) si sono giocate delicate partite a livello nazionale ed internazionale. E’ ormai storicamente accertato, ad esempio, come in Alto Adige si sia sperimentato un decennio prima tutto quello che sarebbe servito ad alimentare la strategia della tensione degli anni 70. La questione altoatesina è una questione che in Italia preferiamo non affrontare, e che in Austria viene affrontata con ancora qualche spunto nazionalistico che non fa bene alla storiografia obiettiva.

Dalla fine della Prima Guerra Mondiale ai giorni nostri, il lettore segue attraverso Eva e sua madre la storia di quelle terre in cui drammi storici ed esistenziali si intrecciano.

Gli Huber rappresentano la dimensione umana del fenomeno storico, che viene resa, seppure in forma romanzata, in maniera accurata e narrativamente avvincente.

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2 thoughts on ““Eva dorme” di Francesca Melandri: viaggio tra terre di mezzo

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