Controcanto a Paolo Mereghetti sulla prima video recensione dal Festival del Cinema di Venezia

Ho appena visto (trattandosi di una  video recensione), il primo commento di Paolo Mereghetti direttamente dalla Mostra del Cinema di Venezia…

Sono in ritardo, lo so, perchè è di ieri e ieri non è oggi e domani chi-lo-sa, però, “a caldo” (ripeto, rispetto alla mia “visione”), avrei qualcosa da dire…

Il nostro Mereghetti esordisce: “Cosa ci possiamo aspettare dal questa Mostra del cinema?”  Lui si sarebbe aspettato che spiegasse “dove sta andando il cinema”, rimanendo perplesso dalla quantità spropositata dei film in concorso, “perchè uno da un festival si aspetterebbe questo”, che spiegasse le tendenze dominanti…

Ora: è indubbio che, come fa giustamente notare Mereghetti, i festival oggi abbiano come scopo quello di “attirare tanta gente, mostrando così i muscoli”,come è indubbio che Hollywood sia assente perchè preferisce lanciare i propri prodotti su percorsi “blindati”.

Ma non sono d’accordo sul fatto che un festival debba “spiegare dove stiamo andando”. Un festival, per me, dovrebbe semplicemente fornire un panorama più ampio possibile di tutto quello che è presente sul mercato, facendo sempre un minimo di selezione “a priori” ma senza privilegiare una linea di interpretazione rispetto ad un’altra. So di stare camminando su un terreno scivoloso, perciò mi spiego meglio: per me, la funzione fondamentale del cinema (e dell’arte in generale) è che ognuno possa trovare la PROPRIA linea di collegamento, il proprio panorama personale di riferimento. E non sto negando la funzione della critica, ma credo sia un po’ anacronistico che i critici stessi si debbano sentire “orfani” o spaesati se qualcuno non li prende per mano…

“Si fanno fatica a trovare delle linee che possano  spiegare dove sta andando il cinema” perchè (vivaddio) quando l’orizzonte si fa più vasto bisogna guardare a 360° ogni particolare, mentre se si guarda da un buco della serratura (le “mostre più snelle” rimpiante dal nostro) alla fine vedi solo quello.

Siamo sempre lì: chi guarda, dove guarda, come guarda…

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6 thoughts on “Controcanto a Paolo Mereghetti sulla prima video recensione dal Festival del Cinema di Venezia

  1. Ciao 🙂
    Sono abbastanza d’accordo sulla tua opinione
    un festival deve dare spazio a determinati film
    e una rassegna di 100 film e passa offre una gamma ampia, dando la possibilità a film(altrimenti sconosciuti) di avere visibilità e poter avere distribuzione
    non è compito di un festival dire dove sta andando il cinema, ci sono altri canali per poterlo indirizzare e capire che direzione sta prendendo
    Un festival deve dare visibilità, proporre master class, proporre incontri e dibattiti
    l’unica cosa che critico ai festival è che spesso si fanno pochi dibattiti e incontri, o meglio, sono abbastanza pilotati e non c0è possibilità seria
    di capire e confrontarsi
    Ma mereghetti si sa, è sui generis, ha una sua visione e vita natural durante rimpiangerà l’epoca che lui ha vissuto in prima persona quale il cinema neorelalista italiano e la nouvelle vague di truffaut e company
    Inoltre ci sono festival settorializzati già che propongono film “più di nicchia” come quello di Torino o il Far east film
    ciauuuuuuuuuuuuuuu

  2. Secondo me il problema maggiore, ed autentico vizio d’origine della Mostra del
    cinema di Venezia, come d’altronde quello di altre mostre analoghe di grande
    trdizione,
    consiste nel fatto che il suo oggetto, il cinema, e sprattutto il suo
    soggetto, il mondo
    reale di cui il cinema dovrebbe essere in qualche modo lo specchio, non è più
    quell’universo
    semplice, lineare e per certi versi uniforme, qual’era 25-30 anni fa…

    Si assiste oggi ad una grnade frantumazione dei generi cinematografici, ormai
    lontani dalle
    tradizioni del teatro da cui il cinema aveva preso le sue mosse, si assiste
    all’affermazione
    di arti cinematografiche lontane anni luce dalla tradizione euro-americana, il
    cinema cosiddetto
    “colto” è spesso tacciato di partigianeria e di essere eccessivamente
    politicizzato, il regista
    deve navigare fra gli scogli della frivolezza senza mordente e quasi banale e
    l’eccesso di
    attualismo che lo porterebbe all’accusa di essere megafono di una qualche idea
    politca…

    In un clima come questo, non stupisce che una mostra del cinema sia il
    prodotto dello scontro
    fra queste due problematiche, da un lato il numero, forse eccesivo di opere in
    gara e non, e
    dall’altro l’uniformità di fondo delle opere stesse, selezionate da una
    critica attenta forse
    più agli attori protagonosti ed il loro impatto scenico nella kermesse che
    alla qualità delle
    opere stesse…

    E’ infine evidente che mostre simili, proprio per il loro carattere “storico”
    non possano
    ridursi esclusivamente a un grande cinema in cui si proietti di tutto, ma che
    invece siano
    l’occasione, forse una delle poche a disposizione, per cercare di dare delle
    linee guida,
    degli indirizzi all’arte cinematografica, che sembra essere condannata a
    frantumarsi in mille
    pezzi sotto i colpi della globalizzazione e di un mondo che ormai al cinema
    chiede forse
    solo un momento di esvasione senza implicazioni di carattere sociale e
    culturale.

    • Grazie Eugenio per il tuo commento così articolato…in realtà credo che sia un bene che oggi non si abbia più quell’universo “semplice, lineare ed uniforme” di 25-30 anni fa, e che si assista alla “frammentazione dei generi”…così come credo che abbiamo una concezione diversa del cinema “colto” e della ‘situazione dell’arte’…
      Grazie ancora per l’attenzione, continua a seguirci e a mostrare la tua prospettiva!

  3. Quello del cinema non è un campo che mi interessa particolarmente, però, considerandolo come arte in genere posso solo dire che “tutta l’arte è completamente inutile”, mi basta che sia di godimento per lo spirito e la mente…un momento d’evasione e un mezzo per imparare.

  4. Pingback: Frédéric Martel alla fiera di Torino…quanto fa un titolo… « Sguardi e prospettive

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