Arte e consumo: le nuove frontiere dell’advertising nello spot della Nastro Azzurro per la Mostra di Venezia

Seguendo in rete la Mostra del Cinema di Venezia, ho avuto modo di sorbirmi più e più volte sullo schermo lo spot della Nastro Azzurro (sponsor ufficiale del Festival) creato appositamente per l’occasione.

Advertising: non più pubblicità, ma esperienze da vivere (o vissute) collegate al prodotto che si sta promuovendo. Così, con Adidas “Niente è impossibile”, con Vodafone “E’ tutto intorno a te” etc etc…

Ma non è solo il claim (cioè lo slogan) a fare la differenza: c’è tutto un linguaggio polisemantico alla base dell’advertising, con campagne che creano spot a metà tra arte e consumo.

Sempre più raffinati, sempre più in cerca di citazioni da cui attingere per “giocare” a più livelli con l’immaginario individuale e collettivo.

Tornando alla Nastro Azzurro (che, in fondo, è solo una birra)…lo spot per la Mostra del Cinema di Venezia rientra e insieme si distacca dalla campagna avviata da qualche anno all’insegna “dell’italianità”, intesa come amore per l’eleganza, lo stile, il design.

Rientra perchè anche qui sono presenti “icone” del consumo (e del vivere) italiano come la Vespa, l’Alfa Romeo, a richiamare gli spot precedenti e a creare pubblicità nella pubblicità, con brand che si mettono insieme (oltre al richiamo alle esperienze vissute o da vivere con i prodotti di cui sopra).

Rientra perchè la protagonista dello spot è la stessa dei precedenti (birra=donna è uno dei vecchi trucchi), perchè è lo stesso il sottofondo musicale (“Ebben me ne andrò lontana” da “La Wally” di Alfredo Catalani, quindi un melodramma italiano), perchè anche qui è prevista, ed è il centro, l’intuizione, il perno di tutto lo spot, la “scena del Martini”: ricordate Gwyneth Paltrow e l’orlo del suo vestitino che si sfilaccia a poco a poco, una delle più famose “scene” della pubblicità di ogni tempo? Qui ovviamente, l’orlo è costituito da un nastro azzurro, in una citazione “post-moderna” che è (a mio avviso) una vera e propria forma di arte. Ed è il nastro azzurro srotolatosi dal vestito che attraversa le altre “icone di italianità”.

Lo spot si distacca però dai precedenti perchè è girato (per l’occasione) come un promo cinematografico, perchè i flash della “diva” protagonista nel contesto della Mostra hanno un altro significato (così come l’inserimento della sua risata), perchè il claim è “Il cinema ha tutto un altro gusto”, e soprattutto perchè la voce fuoricampo recita: “Lo stile italiano alla Mostra del Cinema di Venezia, scoprilo su nastroazzurro.it”.

Cioè, un rimando tempisticamente perfetto al sito ufficiale del brand, nel quale è possibile trovare moltissimi contenuti extra sulla Mostra e addirittura “retroagire” sullo spot, “rimontandolo” e creando una nuova “selezione” di immagini e musica.

La chiamavano pubblicità…

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