L’Europa stereotipica e l’ignoranza geografica

Raccontare l’Europa degli stereotipi. Attraverso una serie di cartine. Yanko Tsvetkov, artista bulgaro residente a Londra, l’ha fatto. Ricordandoci che gli stereotipi sono, che ci piaccia o no, necessari alla narrazione, specialmente dei popoli “lontani”, conosciuti e sconosciuti insieme.

Lo stereotipo nasce per dare un immagine di ciò che non si conosce, nasce sotto le più diverse spinte (istituzionali e individuali) e produce i più diversi risultati (può essere confermato o smentito, occasione di incontro/scontro etc).

Ed è vero, come ricorda Severgnini, che “gli stereotipi ci ricordano il bello delle differenze“, ma è anche vero che bisognerà chiedersi quanti abbiano la percezione spazio/temporale delle differenze stesse.

Soprattutto spaziale: quanti saprebbero individuare su una cartina la posizione di Ucraina, Turchia, Bulgaria, Croazia? Non sto parlando della storia (capitolo a parte), ma solo della geografia. Politica: ogni stato, un colore diverso.

Non so quanti in Italia ci riuscirebbero. E se non sappiamo collocare spazio-temporalmente questi paesi, ecco che diventano ai nostri occhi tali e quali all’Oriente sconosciuto dei primi esploratori…

Se non sappiamo dove guardare, non sapremo come interpretare i grandi fenomeni del contemporaneo.

L’Europa stereotipica è strettamente legata anche all’ ignoranza geografica.

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One thought on “L’Europa stereotipica e l’ignoranza geografica

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