Le ragioni di un silenzio

Ho deciso volontariamente di non scrivere in questi giorni (e in questi mesi) degli episodi “singolari” che stanno accadendo nella mia città.

Rifiuto le spiegazioni semplicistiche per formazione, quelle troppo astruse per carattere.

Ritengo che, al di là della notizia (che va data, ci mancherebbe altro!) i commenti “a caldo” non facciano granchè bene all’informazione e soprattutto alla comunicazione.

Sono convinta, oggi più che mai, che la periferia si confermi porta e specchio della nazione, che tutto ciò che accade vada inserito in un contesto più ampio, non lasciato lì come espressione di fenomeni marginali.

Sono convinta, oggi più che mai, che da sempre proprio in quanto specchio la periferia sia soggetta a fenomeni di “deformazione”, specialmente da parte di chi guarda da lontano e non conosce, non si avvicina.

Ho scelto il silenzio perchè parole dette anche in buona fede ma senza strumenti per poterle dimostrare sono solo illazioni, pettegolezzi… in breve, il peggio del giornalismo.

In questi giorni, in questi mesi, ho continuato e continuo ad impegnarmi perchè, in maniera complementare ed antagonista (alla Morin), passi accanto alla “solita Reggio Calabria”, il volto di una città periferica, quindi contraddittoria, che ha anche altro da dire.

Ed è su questa Reggio e su questa Calabria che voglio soffermarmi, non per sottovalutare o negare l’esistenza de  “l’altra”, ma perchè ritengo che si ha davvero completezza di informazione quando si illuminano tutti i volti di una realtà.

Quello che cerco di illuminare io è nell’ombra (e bisognerebbe chiedersi cosa lo taglia fuori dal nostro sguardo, se non un misto di pregiudizio, pigrizia intellettuale e civile) ma non vuol dire che non esista.

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2 thoughts on “Le ragioni di un silenzio

  1. …Credo che a volte la “periferia” sia il luogo cui vengono idealmente attribuiti tutti i difetti, e confinati quei problemi che appaiono irrisolvibili…come se fossero presenti solo lì e non altrove. Sono proprio d’accordo con te quando scrivi:
    “ritengo che si ha davvero completezza di informazione quando si illuminano tutti i volti di una realtà”! Troppe volte parliamo della nostra città come se fosse caratterizzata solo dai suoi problemi, senza capire che se utilizzassimo solo le problematiche sociali come criterio per distuinguere una città dall’altra… ci appararirebbero tutte uguali. Dovremmo cercare di ampliare le nostre prospettive…

    • Cara Marianna,
      benvenuta da queste parti….ti ringrazio per la stima che mi dimostri…Purtroppo la nostra città è nota solo per gli aspetti negativi, che tutti conosciamo, e non per quelli positivi…che tutti conosciamo?
      Come ho sottolineato in un altro post, “La periferia è uno stato mentale”…ti invito a leggerlo e farmi sapere che ne pensi….
      A presto e grazie!

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