Linguaggio e forma mentis: la Guarnieri al TG5 del 19 ottobre

Grazie alla segnalazione su strill.it di un lettore, veniamo a conoscenza del “lancio” che la speaker Guarnieri ha ritenuto opportuno effettuare al TG5 delle 13 di giorno 19 ottobre.

La notizia riguardava la città di Milano, ed è stato presentato così:

“C’è un angolo del centro di Milano dove sembra di essere nella Calabria più profonda ed omertosa…”

Analizziamo la frase: angolo contrapposto a centro, Milano contrapposto a Calabria (una città con una regione), “profonda” associato ad “omertosa”…

Andiamo con ordine: “angolo”,  in questa accezione, “luogo appartato e nascosto”,  diventa sinonimo di “periferia”, “zona marginale di un’area geografica determinata”.   Dunque, periferia come “luogo appartato e nascosto”?

Andiamo avanti: Milano e Calabria. Una città (metropoli quanto sia, ma sempre città), con una regione. Una presentata come centro, “la zona di vita più intensa e più storiamente antica” (quindi, traslando, “la parte più importante, degna di attenzione, considerazione, cura”) e l’altra come periferia, “zona marginale” e, sembrerebbe, “luogo appartato e nascosto”.

Infine, “profonda” ed “omertosa”: la prima, “in senso geografico, della parte più interna e meridionale dei paesi, talvolta con una CONNOTAZIONE FIABESCA, ma più spesso con un senso di remoto e di emarginato”; la seconda, “ispirata o imposta da omertà”, dove omertà è “forma di solidarietà diretta a celare l’identità di chi ha commesso un reato e in genere ad escludere l’intervento della legge.”

Tirando le somme: Milano=centro, “la parte più importante, degna di attenzione” vs Calabria=periferia (“zona marginale”) , profonda (“parte più interna e meridionale con connotazione fiabesca o con un senso di remoto ed emarginato”) ed omertosa (escludente l’intervento della legge)…

Questa è l’equazione che si evince dalla frase, dove infatti la notizia è che anche nel centro di Milano (quindi “il centro del centro”) ci possa essere un “luogo appartato e nascosto” che richiami le zone marginali, periferiche ed omertose quali la Calabria…

La rottura dell’equilibrio è data appunto dallo spezzarsi dell’equazione:possibile che anche a Milano ci siano degli “angoli bui” che appartengono solo e soltanto alla Calabria?

Il senso del lancio è questo, dettato da questa forma mentis.

Avremmo qualcosa da dire. Proprio ripartendo dai termini.

Angolo è “luogo appartato e nascosto”, poco visibile allo sguardo dell’osservatore. A ngolo=periferia, cioè “zona marginale”,  nel momento in cui si sceglie di dedicare poca attenzione a ciò che accade “nell’angolo”.  Un angolo che, proprio perchè è buio, cioè non illuminato dallo sguardo, sembra essere “profondo”, cioè poco conosciuto, una specie di “buio pesto”. Ma profondo significa anche “che ha il fondo notevolmente lontano dalla superficie”, cioè da quello che si vede a prima vista. Sarebbe dunque necessario andare a vedere “dove sta il fondo”, in queste periferie non illuminate dallo sguardo. E se aggiungiamo che “omertà” significa anche, per estensione, “riserbo assoluto determinato da complicità e da timore di una vendetta” il quadro è completo.

A chi conviene non illuminare “l’angolo buio”, la “periferia”? Ma illuminarla tutta, mostrandone tutti gli aspetti, anche quelli positivi, cioè mostrandone tutta la profondità, al di là di ciò che emerge in superficie?

I termini vengono utilizzati a seconda della forma mentis…e la prospettiva cambia….

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5 thoughts on “Linguaggio e forma mentis: la Guarnieri al TG5 del 19 ottobre

  1. la parola..cara Josephine…ha il potere di deformare tutto….Il potere è così ammaliante e suggestionante…che può non solo guidare il nostro sguardo…ma,anche farci “vedere”quello che non c’è!!!
    Poi se associamo la parola alla TV……il potere è “atomico”!!!
    Cara…avrebbe detto Pirandello “così è….se vi pare”!
    😉

  2. Esatto le parole cambiano in base ai nostri punti di vista, e talvolta sono soggette ai nostri pregiudizi….concordo con la lettrice Mafalda nel citare Pirandello,essendo lui il maestro per eccellenza in questo campo! =)

  3. Io che ci vivo in questo angolo profondo che è la Calabria, ho pensato subito alla seconda interpretazione che hai fatto… chi sta al “centro” cosa avrà pensato? Non è difficile intuirlo… Se la giornalista voleva rafforzare il pregiudizio, credo ci sia riuscita…

  4. Pingback: Linguaggi e forma mentis, “i buoni e i cattivi”… « Sguardi e prospettive

  5. Pingback: Di Locride, rappresentazioni (Linguaggi e forma mentis, ancora) | Sguardi e prospettive

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