Alla ricerca della Storia perduta: “Terroni” di Pino Aprile

terroni

Il testo che segue è tratto dal mio “invito alla lettura” distribuito durante l’incontro tra l’autore e gli studenti e i cittadini del comune di Campo Calabro , organizzato nell’ambito dei Premi  “Rhegium Julii”  il  6 novembre 2010

“Noi non sappiamo più chi fummo”: da questa constatazione parte il viaggio di Pino Aprile, e la sua ricerca. La ricerca di radici mai dimenticate e tuttavia neanche così spesso rivendicate.

Delle radici che dalla propria storia conducono alla Storia, e costringono ad interrogarsi ed interrogare.

Il “noi” si riferisce alle persone che abitano, vivono nel Sud Italia, italiani del sud che, come recita il sottotitolo del volume, da un certo punto in poi della Storia diventarono “meridionali”, quindi “terroni”.

Perché “non sappiamo più chi fummo”?Chi o cosa ha spezzato il filo della storia?

Il viaggio dell’autore ci porta diritti all’unità d’Italia, perché le radici scavano e fanno riemergere dalla terra tesori ed orrori dimenticati, ferite così antiche da essere state rimosse, elementi culturali così atavici da sembrare oramai naturali.

L’autore appartiene, è dentro il cerchio del “noi”, un “noi” cerchio solo provocatoriamente “pericoloso” ed esclusivo, destinato ad aprirsi man mano che vengono fuori le condizioni e le ricadute del pregiudizio.

“Terroni” è un libro che mostrando la “faccia nascosta della luna”, mette l’accento sul satellite e non sul dito che lo indica.

Dopo 150 anni, era ora.

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