Natura, cultura e orizzonti…

Così il prof. Bolognari all’incontro al Rhegium:

“La natura e la cultura non sono due ‘cose’ da definire; non bisogna stabilire cosa sono ma come vengono declinate, rappresentate. Prendiamo il corpo: base biologica della vita e spazio dentro i cui confini ben definiti inscriviamo la cultura. I confini tra natura e cultura si spostano nel tempo.”

“Nella storia c’è sempre qualcuno che per questioni di potere cerca di naturalizzare gli aspetti culturali. Chi dice ‘razza’ in realtà dice  ‘io odio i comportamenti sociali di questo gruppo’ . Come quando si spiegava  il comportamento delinquenziale come un tratto biologico.'”

“Perchè vediamo l’orizzonte come una linea? perchè ne vediamo un pezzettino. Allo stesso modo i cambiamenti biologici si svolgono in molto più tempo di quanto possiamo vedere in una vita”

E la prof.ssa Misiano :

“Cosa è l’archeo-astronomia se non un tentativo di spiegare il mondo, di andare oltre? A proposito di orizzonte: gli uomini all’inizio pensavano che la terra fosse piatta, non più alta del Peloponneso…poi si misero a scalare la montagna e videro che più si saliva, più la linea dell’orizzonte si incurvava…”

“Credo che tra natura e cultura non esista dicotomia, vadano entrambe verso la capacità di elevarsi e conoscere l’orizzonte”

Non dimenticando, concordano entrambi, “che la scienza è un metodo per conoscere la realtà, un metodo che ci fa porre domande sempre più raffinate, non un bagaglio di risposte ai problemi, la verità”…

Che è come l’orizzonte…

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