Lino Patruno al Calabria Day…l’intervista

da www.strill.it

di Josephine Condemi – Lino Patruno è al Calabria Day, moderatore della sessione tematica “Ambiente e territorio”.

Perché è qui? Perchè ha deciso di partecipare a questa giornata?

Per rinnovare un orgoglio meridionale, ovunque sia possibile. E queste manifestazioni credo siano molto importanti per una conoscenza delle nostre capacità, della nostra forza e delle nostre possibilità di sviluppo. Per creare insomma quella società civile che ci dicono manchi sempre al Mezzogiorno e invece si forma, e forma degli spazi altrimenti riempiti in maniera scorretta. Una società civile che è molto importante per creare uno spirito civico meridionale, per rafforzarlo in vista delle battaglie per lo sviluppo.

Ma secondo lei esiste questo spirito civico meridionale?

Non esiste ancora come vorremmo, dobbiamo rinforzarlo. Non esiste perché è stato disgregato da politiche nazionali che hanno diviso i meridionali e li hanno dissuasi dal considerare lo Stato un’istituzione al loro fianco.

Per riprendere il sottotitolo della sessione di cui è moderatore, come fare “esplodere il territorio”?

Dobbiamo farlo esplodere con la conoscenza. La conoscenza innanzitutto della storia, visto che siamo nei 150 anni dall’unità d’Italia. Questa conoscenza deve portare ad una presa di coscienza della nostra condizione e possibilmente ad una indignazione e ad una ribellione. Ma l’essenziale è creare una forza, che sappia disancorarsi dal primato finora negativo della politica, o di altre istituzioni o di altre presenze sociali che hanno pesato sul Mezzogiorno e quindi far partire dal basso questo movimento. Io non credo possano esserci movimenti che partano dall’alto, perché partire dall’alto è stata la disillusione del Mezzogiorno e delle sue aspettative di sviluppo.

Perché ripartire dalla Calabria?

Intanto la Calabria ha il grande merito di organizzare giornate di questo genere, estremamente positive. La Calabria credo sia l’esemplificazione della dimenticanza dello stato verso il Mezzogiorno.  Colpevolmente per la prima volta (perché in altre occasioni ho utilizzato altri mezzi come l’aereo), ho attraversato la Salerno-Reggio Calabria e credo che l’A3 sia la violenza assoluta dello stato al Mezzogiorno, purtroppo attribuita come responsabilità allo stesso Mezzogiorno. Dobbiamo uscire da questo meccanismo e lo dobbiamo fare tutti insieme, quanto più numerosi possibile.

Come creare rete, quindi?

In questo modo, creando occasioni di confronto, vedendosi , partecipando. Io ho tentato di farlo anche con un mio libro, in cui ho attraversato il ventre del Mezzogiorno ed ho visto che questo ventre è ribollente di iniziative e di volontà. Dobbiamo far venir fuori questo ventre, poi lo dobbiamo convogliare verso manifestazioni positive. Dobbiamo mettere fuori tutta la positività che è in noi e posso assicurare è molto di più di quello che sembra.

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