All’ombra del Vaticano: Frattini e Rocha a Tabularasa

da www.strill.it

di Josephine Condemi – “E’ la prima volta che siamo insieme a parlare di queste cose in Italia”, affermano all’unisono Luis M. Rocha ed Eric Frattini.  Le “cose” di cui parlano sono alcuni dei punti più oscuri della storia dello stato vaticano: la morte di Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I, per esempio.

Rocha, autore del volume “La morte del papa” (quasi un milione di copie nel mondo), ha dichiarato: “Papa Luciani è morto per questioni di denaro e potere, perché era troppo onesto. Non ha voluto chiudere gli occhi sulla barbarie che c’era nel Vaticano del ’78. Marcinkus, capo dello Ior, diceva che non si può governare il Vaticano con l’Ave Maria e aveva ragione. In quel periodo il Vaticano aveva imprese di armamenti, pornografia, contraccettivi. ‘Fai come ti dico e non fare come faccio’. Il tesoro americano ci ha messo decenni per capire che percorso facessero i soldi e dove andassero a finire. Luciani voleva sostituire Marcinkus e l’allora segretario di stato Jean-Marie Villot, fece un incontro con loro nel pomeriggio del 28 settembre per concordare la modifica e il giorno dopo non si risvegliò. Papa Luciani non aveva problemi cardiaci, il suo medico personale aveva cambiato la frequenza delle visite da una a settimana a una al mese. Alle cinque e mezza del mattino l’imbalsamatore era già lì, pronto”. Ma perché aspettare 33 giorni? “Quando il numero due del Vaticano, il segretario di stato, è della P2, puoi uccidere il papa quando vuoi… Luciani voleva che fossero tutti arrestati.” Ma allora perché farlo diventare papa? Interviene Frattini “in quel periodo non c’era il controllo effettivo del collegio cardinalizio”; in più, sottolinea Rocha “Paolo VI non aveva designato nessuno in particolare, quindi c’era meno accordo”.

Storie vaticane i cui strascichi arrivano fino ai giorni nostri: “la storia del banco vaticano“ ha ricordato Frattini,  “è finita l’anno scorso, quando a causa della pressione dell’UE e dell’amministrazione Obama, Papa Benedetto XVI ha dovuto approvare una riforma totale ed adottare la legislazione internazionale sulla trasparenza. Fino al 2010 chiunque poteva aprire un conto in Vaticano. Nel ’78 il Vaticano manteneva il controllo di 11 società fantasma nei paradisi fiscali”.

Rocha e Frattini sanno di toccare nervi scoperti.  Ma quest’ultimo precisa: “scrivo sul Vaticano, non sulla religione né su Dio. Scrivo su uno stato poderoso che ha utilizzato strumentalmente la fede per avere benefici economici, niente a che vedere con la chiesa.”  Un altro nervo scoperto è quello della pedofilia,uno degli aspetti indagati proprio da Frattini nel volume “I papi e il sesso”: “la questione pedofilia e la ‘cospirazione del silenzio’ comincia ad avere rilevanza sotto Giovanni XXIII. E fu lui a stilare un documento dando ordine di nascondere i casi. Questo documento fu poi adottato da Paolo VI, Giovanni Paolo II (Luciani non ne ebbe il tempo), con in più un testo di Ratzinger per cui i casi di abusi sessuali sui minori compiuti da sacerdoti non dovevano essere denunciati, perché i sacerdoti non dovevano essere trattati come delinquenti ma come peccatori, e giudicati quindi dalla Congregazione per la disciplina del clero”. Rocha ha aggiunto che “il caso rimane segreto fino a dieci anni dopo il compimento della maggiore età da parte della vittima”.

Un altro nervo scoperto è il caso Emanuela Orlandi: Rocha ha solennemente annunciato di voler presentare a Reggio Calabria in anteprima mondiale il suo nuovo libro, “La figlia del Papa”, che tratta proprio del caso Orlandi. “Non è lei la figlia del Papa di cui parla il titolo. Emanuela Orlandi si è detto fosse scomparsa nel ’83 ma dire oggi che è sparita è un insulto a tutti gli italiani. E’ un tema delicato, e tengo ciò in molta considerazione. Stiamo parlando di una persona viva, io ci ho parlato. E’il libro più difficile che abbia mai scritto. Quando guardi negli occhi una persona di 41 anni e capisci dietro ai suoi occhi l’inferno di una vita che non è stata vissuta, è difficile raccontare. Ma qualcuno doveva farlo.” Infatti, per Frattini “la libertà politico-economica di investigare te lo dà il fatto di non investigare per un giornale. Puoi investigare solo come singolo, perché dietro ai giornali c’è sempre qualche gruppo di potere con i suoi interessi.”

Ma “le cose” di cui parlano Rocha e Frattini, e soprattutto la ricostruzione che ne fanno, è vera o immaginifica? Loro citano parecchie fonti a sostegno, specialmente nella saggistica. Diverso nel romanzo, ma, a dire il vero, non se ne preoccupano più di tanto, visto che, come ha dichiarato Rocha, “nella fiction si può dire più verità che nel giornalismo perché nel giornalismo devi provare quello che dici”. In ogni caso, che di queste “cose” si sia parlato a lungo, e a Reggio Calabria, e con centinaia di persone, non è poco.

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