Stampa e indagini giudiziarie: chi è funzionale a chi?

di Josephine Condemi – Sembra essere il classico quesito de “l’uovo e la gallina”: sono le indagini giudiziarie ad essere funzionali alla stampa o è invece l’attività dei giornalisti  ad indirizzare (instradare, deviare, sviare) le indagini? Eppure, nel circuito mediatico-giudiziario che ci avvolge, sono proprio quesiti come questo che ci costringono a riflettere, a prendere una posizione, a guardarci intorno. Esistono o possono esistere dei confini tra stampa e indagini giudiziarie? E se sì, quali? Tabularasa ne parlerà stasera (“La luna ribelle”, ore 21) con Christian Rocca, Peter Loewe, Giuseppe Creazzo.

Christian Rocca vive tra l’Italia e New York, dove è inviato per “Il Sole 24 ore”: il suo blog, “Camillo”, è uno dei più seguiti della nazione. Considera “Calciopoli” una montatura terminata con un processo farsa. Peter Loewe invece è il corrispondente dall’Italia per Dagens Nyheter, il più importante quotidiano svedese: a Roma dall’ 85, segue i più importanti scandali e si occupa anche di costume e cultura. Giuseppe Creazzo è procuratore della Repubblica a Palmi: da componente della DDA di Reggio è stato referente distrettuale per i procedimenti riguardanti la tratta degli esseri umani e la cattura dei latitanti; si è occupato dell’omicidio Fortugno e nel 2006 è stato chiamato al Ministero della Giustizia e nominato  vicecapo dell’ufficio legislativo, facendo parte della commissione per la riforma del codice di procedura penale e di quella per la riforma del codice penale.Carlo Parisi Segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria e Componente della Giunta Esecutiva FNSI da anni ricopre il ruolo di vertice calabrese del Sindacato dei giornalisti che lo vede, anche a livello  nazionale, decisamente impegnato nella tutela degli interessi e dei  diritti della categoria, sotto il profilo di legittima rivendicazione,  ancorata al grande tema della libertà dell’informazione.

Tabularasa cercherà di mediare, di capire, di approfondire le due letture, quella giornalistica e quella giuridica. Se si riuscisse a trovare finalmente un punto di incontro, in questi tempi di (ipocrita?) muro contro muro, storcerebbero il naso in molti. E quello sì che sarebbe uno scandalo.

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