Eccentricità e commedia umana: Gianni Ippoliti a Tabularasa

da www.strill.it

di Josephine Condemi – Eccentrico è un qualcosa che è “fuori dal centro”. Logica eccentrica era quella del Sig. Veneranda, indimenticabile  personaggio creato da Carlo Manzoni e interpretato da Erminio Macario. Il sig. Veneranda ragionava sì, ma con una logica che entrava in cortocircuito con quella convenzionale. Gianni Ippoliti usa la logica eccentrica come procedimento d’indagine del reale. Il risultato visibile è una risata, ma forse dietro c’è qualcosa di più.

“Lei è…..è….proprio… tipico!” Una delle signore del pubblico chiamate sul palco non ha avuto dubbi nel definire Gianni Ippoliti. Che ogni tanto guardava dietro (“qual è il tema?ah già, lo scandalo”) e continuava a centrifugare discorsi su discorsi (“la vogliamo piantare con la mafia e i problemi che non si possono risolvere?  Se non risolviamo le piccole cose, come pensiamo di risolvere le altre?”): annunciava di voler andare all’aeroporto di Reggio a pulire il piazzale antistante il parcheggio (“lo sapevate che nessuno è stato mai multato per avere sporcato per terra?”) e faceva vedere un video in cui una donna bacia un uomo che continua a parlare della questione della sicurezza stradale. Chiedeva spiegazioni, lanciava sondaggi.

“Qualcuno mi sa dire perché se i motorini non possono andare oltre i 40km/h, (altrimenti sono moto),  tutti fabbricano, vendono e pubblicizzano ciclomotori che arrivano fino a 70-80km/h? 50 euro a chi indovina, e aumento di 50 per ogni risposta errata”. Stessa cosa con il “problema della pubblicità: tre anni e mezzo fa il ministero delle comunicazioni aveva annunciato di avere firmato un protocollo d’intesa con le tv e le agenzie pubblicitarie (recependo una direttiva UE) nel quale si proibiva di alzare il volume durante gli spot… qualcuno mi sa dire perché ancora il volume è altissimo?”

Venghino signori venghino, nel paese dove “non ci sono soldi ma è diventato legale giocare online”, e allora giochiamo, rilanciamo ancora. Ogni errore, 50 euro di posta in più. “Se vuoi risolvere il problema della sicurezza, devi mettere il casco dove ci sono più incidenti, quindi in casa, più precisamente nel bagno, altrimenti è demagogia!”.

Coinvolge, Ippoliti, così come i soldi che sul palco continuano ad aumentare. E, si sa, quando il pubblico si sente coinvolto, qualcuno reclama il proprio quarto d’ora di celebrità. “Non farmi le foto (il fotografo è amico mio), non farmi le foto che se mi vedono i miei figli…” “Signora, che succede se la vedono?” “Eh, che loro mi vogliono vedere solo come madre e come nonna, non sul palco”. Quindi, camminando per il palco come i peripatetici: “Signora, ma lei lo sente più alto il volume quando c’è la pubblicità?” “No, io sento quello che mi interessa, il resto no” “Ma allora perché è salita sul palco?” “Perché la pubblicità è una violenza psicologica!” “Ma se lei neanche la sente! Comunque, lo sa, signora, che la pubblicità per legge deve essere chiara e riconoscibile, ed oggi non esiste più lo stacchetto, e la scritta rimane in sovraimpressione meno di un secondo?” “E’ vero, è una vergogna!” “Ma lei la sente o no?” “No, io no” “E quelli che sono con lei stasera? Chiamiamoli!”, per sicurezza.

Nel frattempo, facciamo un po’ di complimenti ad Ippoliti, che “si mantiene così bene, ma fa palestra?”, teniamo stretto il microfono, però no, non la sentiamo la pubblicità. A proposito di bellezza, “pensa che mi dovrei tirare?” chiede preoccupata la signora; “Si dovrebbe tirare le orecchie, che non ci sente!” “Oh no, le orecchie hanno una bella forma, pensi che il mio medico mi ha detto che potrei prestarle a chi va a lezione all’università!” E quando Ippoliti torna con un altro giro di parole sul problemi pubblicità e sicurezza stradale, la signora sbotta: “Eh, quante cose sono ingiuste, eppure succedono… dobbiamo subire. Questi sono sordi veramente, non sentono questi, noi siamo impotenti”. Sono proprio sordi, questi. Ma è già tempo di improvvisare un coretto su “Finchè la barca va lasciala andare”.

Il fool shakespeariano ha trovato la sua spalla (ma chi è il fool? Chi è spalla di chi in questa commedia umana?), ne avranno per un bel po’ e il risultato è un ritratto impietoso dei nostri tempi.  Ma ci vogliono occhi per vedere. E orecchie per sentire. Per la cronaca, Ippoliti non ha svelato la soluzione del gioco (“che esiste, certo, però vorrei che ci pensaste e mi faceste sapere”). Chissà quanti avranno pensato alla soluzione e quanti invece al jackpot mancato…

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