Pino Aprile: “Quando vuoi sapere, ti stai preparando a fare…”

da www.strill.it

di Josephine Condemi –  Pino Aprile a Tabularasa. E’ l’occasione per parlare di un’Italia e di un Sud che non cambiano. O forse sì.

Che significa che la mafia è funzionale al potere?
Noi vediamo germogliare nei paesi colonizzati, cioè privati della possibilità di espandersi in ogni campo lecito, le mafie, cioè l’espansione nei campi illeciti. Non avendo altre possibilità, altri campi in cui sviluppare le proprie doti, le proprie ambizioni e anche la propria ansia di dominio (che se incanalata nei campi istituzionali diventa anche una cosa utile alla comunità) chi ha queste pulsioni (se ha anche un po’ di mancanza di scrupoli) esercita la violenza…Ovviamente le mafie sono funzionali al disegno di potere perché sia al potere colonizzante sia alla mafia locale fa comodo avere una popolazione sottomessa e un territorio controllato. Ecco perché i due poteri non possono che essere alleati.  Le mafie al Sud, così come le conosciamo e quindi alleate del potere ufficiale, governativo, sono nate dall’invasione del Regno delle due Sicilie e dagli accordi fatti dai piemontesi con i delinquenti siciliani e napoletani.
Spesso si dice “Non cambia niente”… girando l’Italia nota che qualcosa sta cambiando? E che cosa?
Sta cambiando! La stessa voglia di sapere che c’è in giro… cos’altro ci serve per dire che qualcosa è cambiato? Se non hai voglia di sapere, cioè non hai una pulsione forte che ti porta al desiderio di fare qualcosa per sapere di te, riconquistare la tua storia, il rispetto di te stesso, una dignità sia personale sia come comunità, non ti muovi, fai altro. Invece questi libri vendono molto, questi incontri sono sempre affollati e soprattutto: quando vuoi sapere, ti stai preparando a fare, perché il sapere non rimane mai inerte. All’inizio sentirai dire: “Sì, e adesso che lo sappiamo?”(Infatti spesso mi sento chiedere: “cosa dobbiamo fare?” E io lo dico, che non sono un guru che va in giro distribuendo ricette). Chi ha voglia di fare, di fare veramente,  la strada la trova. Uno degli esempi migliori è quello che stanno facendo i ragazzi di “Io resto in Calabria”, ma ci sono altre esperienze (anche se non così clamorose) un po’ ovunque. Oppure basta pensare a quello che sta succedendo in Sicilia: una volta il potere in Sicilia era del tizio che guadagnava consensi nell’isola e li spendeva sul piano nazionale, tipico delle colonie. Adesso invece, se vuoi consenso in Sicilia, ti devi “sicilianizzare”. Persino se vuoi continuare a fare quello che facevi prima ti devi dichiarare “sicilianizzato”: Miccichè con “Forza del Sud” proclama di voler sostenere questo governo e ottenere cose per il sud da posizioni di forza. Ora, lui sostiene già questo governo, è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per il mezzogiorno, che altro gli serve? Significa che se non fa il siciliano, il meridionale, quel consenso non lo ha più.

Crede che ci possano essere risvolti politici?
I risvolti ci sono già. Tutto poi si trasforma in politica: i siciliani sono i più svelti di tutti perché per la loro storia, la posizione, gli appetiti di tanti potentati nei loro riguardi hanno sviluppato un senso del potere ipertrofico, per cui anche l’aria viene trasformata in potere dai siciliani. La Sicilia 60 anni fa per conquistare l’autonomia ha fatto una guerra, ci sono state 200 vittime…

Ma non crede così di incitare alla violenza, alla rivoluzione?
No, tant’è vero che il presidente della Sicilia è un autonomista, non ha sparato a nessuno e nessuno ha sparato a lui. Dopo 60 anni c’è un autonomista al governo ed è un cambiamento epocale perché De Gasperi aveva sterilizzato il movimento, dando sì l’autonomia alla Sicilia, ma in modo che qualunque politico siciliano doveva fare quello che stava bene a Roma, altrimenti non sarebbe mai diventato ministro. Invece quando un vero autonomista prende l’iniziativa, poichè se sei autonomista più che presidente della tua regione non puoi essere, allora non hai interesse a diventare ministro o altro. Quindi, è Roma che diventa tributaria, ed è lì che si apre lo scontro. Per cui o riescono ad eliminare Lombardo oppure cambia la storia.

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