Linguaggi e forma mentis, “i buoni e i cattivi”…

Le parole sono im-portanti, cioè, etimologicamente, “portanti dentro” (il mondo di chi le utilizza?)

Avendo sostenuto più volte il legame tra linguaggio e forma mentis, non solo studiando lingue lontane ma anche cercando di guardare a un palmo dal nostro naso, sono molto incuriosita dal libro di Federica Sgaggio, “Il paese dei buoni e dei cattivi“, sulla (cattiva) retorica dell’informazione: “la retorica della cronaca nera e del ‘lettore buono’; la retorica del testimonial e del brand; la retorica della meritocrazia, della giustizia e della par condicio; la retorica dell’antimeridionalismo; la retorica della ‘guerra di pace’ e delle vittime-simbolo”.  

Vi farò sapere. Sono curiosa perchè si inserisce in un discorso più ampio (la polarizzazione delle posizioni dovuta ad un uso esaperato della logica aristotelica, il concetto di evento etc), o almeno, io ci vedo anche questo. Per forma mentis.

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