G-L-O-C-A-L!!!!!

Il mondo si divide tra quelli che “la globalizzazione ci fa tutti uguali” e quelli che “evvai mangiamo quotidianamente sushi ascoltando musica africana e muovendo le bacchette sulla tastiera del pc e sul piatto contemporaneamente”…

Continuando a girare per questa Calabria che ahimè sento sempre più mia, invece mi accorgo praticamente (perchè una cosa è Appadurai, con tutto il rispetto, una cosa è vedere, ma poi torniamo sempre lì, che si vede solo quello che ci si aspetta/si studia vabbè lasciamo perdere) come il glocal la faccia da padrone.

Prendi S. Basile in provincia di Cosenza: è bastato poco, e si è rianimato tutto. Un guazzabuglio di colori ed etnie, su quello che però già c’era (ed è rimasto).

Una bella lezione.

 

UPDATE: poichè niente dura per sempre, mi ritrovo a trascrivere qui il testo, uscito per la sezione “Italia in pillole” di oggi.it

<<L’80% ha deciso di trasferirsi qui, chiedendo la cittadinanza>>: il sindaco di S. Basile (Cs), Vincenzo Tamburi, è raggiante. Eletto nel giugno 2009, aveva impostato la sua campagna su un’idea apparentemente folle: censire tutte le case disabitate del suo paesino di 1000 abitanti e metterle in vendita attraverso un sito internet a chiunque fosse interessato. E’ partito così nel maggio 2010 il progetto “Una casa a S. Basile”, in cui il comune non fa altro che mettere in contatto venditori e compratori. Risultato? Non solo il borgo si è ripopolato, ma sono aumentati i turisti ed è ripartita l’economia locale (le ristrutturazioni vengono effettuate per lo più da artigiani del posto). <<Vengono a trovarci dall’America, dalla Finlandia. C’è chi ha deciso di aprire un B&B, chi un hotel, chi una pet therapy>> ma soprattutto chi ha scelto di viverci, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, con vista mozzafiato su montagna e mare. Anche a causa dei costi (più che competitivi, dai 5.000 ai 60.000 euro). <<Eravamo sicuri del posto che offrivamo. Chi è venuto qui se n’è innamorato. E’ stato rischioso ma i risultati ci stanno dando ragione. Da gennaio abbiamo coperto la zona con una rete wi-fi  gratis per tutti, e speriamo adesso di poter vendere anche terreni da rivalorizzare. Il contatto con la terra è importante>>.  E il connubio con la rete vincente: una piccola rivoluzione sta partendo da qui.

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