“State facendo la rivoluzione”: Pino Aprile alla presentazione di “Giù al Sud” a Reggio Calabria

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da www.strill.it

di Josephine Condemi – “Siete a dieci centimetri dalla piramide, non vedete quanto è grande, ne vedete solo due mattonelle”: la piramide di cui parla Pino Aprile, presso il Museo del Bergamotto, alla presentazione del suo volume “Giù al Sud. Perchè i terroni salveranno l’Italia”, è “una rivoluzione che avete in casa, e per questo non vedete”.

Una rivoluzione costituita da piccole azioni che sommate fanno la differenza: “il terzo miglior sindaco del mondo, candidato al Nobel per la pace,  è un calabrese, Mimmo Lucano; la più grande rete di associazioni e cooperative sociali, nate non sotto l’impulso di partiti ma spontaneamente,  è calabrese; l’aumento vertiginoso degli studenti che si iscrivono ad Antropologia Culturale per riscoprire le proprie origini e la storia del loro paese è un fenomeno principalmente calabrese”.

Pino Aprile parla ed entusiasma, snocciola dati e quasi non ti ricordi di quanti hanno scelto di andare via, o sono stati costretti; di quanti senti dire “Ma qui non cambierà mai niente”; di quanti scuotono la testa pensando al futuro. Lui no, lui si ricorda: “Siamo stati educati a considerare quello che è qui come inferiore, di poco valore. La riscoperta di sé è ricchezza. Se il luogo in cui viviamo ha dei problemi che lo rendono inferiore agli occhi degli altri, è il caso di risolverli questi problemi, e voi giovani potete farlo perché siete una nuova specie, figlia della mutazione tecnologica”. E non solo.

“Oggi con un volo low cost prenotato su Internet potete vedervi con i vostri coetanei in qualunque posto d’Europa. Per mio padre, ‘Europa’ erano i nemici, un immenso campo di battaglia; per me, era un campo di battaglia conto terzi;  voi non avete mai visto una frontiera, per voi l’Europa è l’ampliamento del vostro quartiere. Cominciando alla pari, non riuscite a pensare di rientrare nei panni di minorità meridionale, che esistono solo a livello nazionale. Noi sappiamo vestirli bene quei panni, ma calpestateci benevolmente, perché siamo quelli che hanno fallito, altrimenti questa condizione non l’avreste trovata. Non importa quanto grande sia l’impresa. Tutte le imprese sono nate nella testa di una persona. Noi assisteremo stupiti a quello che farete. Però, fatelo.”

E quindi pensi, nel tuo piccolo, a quanti si impegnano onestamente, e si maledicono quotidianamente sentendosi soli; a quanti cercano la strada a tentoni;  a quanti sbattono la testa contro il muro; a quanti insomma ci provano. Li vedi davanti tutti insieme e pensi che in effetti molte volte l’inferiorità, come la periferia, è uno stato mentale. Se cambi le condizioni puoi cambiare pure il risultato. E smetterla di scuotere la testa.

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