Su Ponti, Trenitalia, A3…l’Italia non è divisa in due? Non lo so…

Sono perplessa. Molto. Ma andiamo per ordine.

Ho letto questo articolo  del prof. Ponti sul taglio dei treni notturni diretti tra nord e sud. C’è scritto che non bisogna allarmarsi. Perchè “Ci sono alternative per andare da nord a sud, e quelle principali sono più veloci o più economiche. I servizi aerei low-cost offrono un grande numero di collegamenti con le maggiori città del sud a tariffe anche inferiori a quelle del treno, se si prenota in anticipo, oppure non molto superiori. E ci si mette un’ora, invece di 7 o più!”


E in effetti è vero, suvvia, siamo nel 2011!!! E quindi, partiamo! Ci troviamo a Reggio Calabria. Siamo fortunati, c’è pure un aeroporto in città! Le compagnie che lo servono, vabbè, sono due, ma ce le si fa bastare. Tra Alitalia e Blu Express, ad occhio e croce, la seconda sembra più low cost della prima. Dove andiamo? I diretti sono solo per Milano Linate o Roma Fiumicino, altrimenti dobbiamo prendere coincidenze e prezzi e tempi lievitano (ma guai a dire che converrebbe il treno!). Quindi, scegliamo: se è un giorno feriale possiamo partire alle 11.45, se è domenica alle 18.10.  Però, tutti i giorni. Per Roma Fiumicino invece solo nei giorni dispari, alle 16.15 (alle 18.10 la domenica). Stop. Ah, dimenticavo: non si può fare andata e ritorno in giornata. E quindi con il pernottamento il prezzo lievita.  Vabbè, ma c’è sempre Alitalia… Che però qualche problema ad andare e tornare in giornata lo dà comunque. Che ha appena cancellato 52 voli dal suddetto aeroporto e nuovi tagli sono in arrivo… Insomma, in aereo è complicata e certamente non è low cost.

Da Reggio. Ma esistono altri aeroporti: il più vicino, quello di Lamezia Terme. Che saranno mai, 1 ora e 37 minuti di auto (Google Maps)…  Peccato che per raggiungere l’agognato aeroporto bisogna percorrere la famigerata A3, pregando in tutte le lingue di non incolonnarsi dietro un camion e i 90 minuti diventano pure 2 ore e mezza, 3 ore. Si può sempre partire il giorno prima, certo. Ma il risparmio di tempo va a farsi benedire.

E poi c’è Catania, certo. Low cost proprio, tra traghetto (se si vuole prendere l’autostrada) o aliscafo (per poi arrivare da Messina in pullman…o in treno).

“Ma non solo: esistono servizi di autobus con discreti servizi autostradali nord-sud, e anche questi, come quelli aerei, non costano nulla allo Stato, cioè non sottraggono risorse (scarse) ad altri servizi sociali, forse più essenziali. E costano davvero molto poco.  Infine ci si può andare in macchina, e a una famiglia numerosa costerebbe probabilmente ancora meno, nonostante le tasse sulla benzina e i pedaggi (questi viaggi addirittura renderebbero dei soldi allo Stato).”

E’ vero, il pullman!!! O l’automobile!!! Come abbiamo fatto a non pensarci? Ma bisognerà percorrere comunque l’A3, a meno di non andare in Sicilia, prendere un’autostrada del mare e proseguire da Napoli… Oppure, fare il giro, arrivare in Puglia e ritornare in Campania…economicissimo, per tempo e denaro.

“Ma veniamo alle logiche deliranti addotte da quelli che non ritengono di poter andare da sud a nord del paese se non in treno (?!?).”

E procede con valutazioni economiche. “Le ferrovie sono pesantemente sussidiate con i nostri soldi: 6 miliardi di euro all’anno in media negli ultimi 10 anni: con la attuale situazione finanziaria delle casse pubbliche, troppi. Le Fs con i servizi da Alta Velocità ci guadagnano, con gli altri ci perdono. L’Av certo non paga i folli costi che sono ricaduti sui contribuenti, ma quei soldi sono ormai andati, e almeno quei servizi riducono la voragine dei conti di Fs.”

E qui c’è un problema: per l’Alta Velocità i soldi ormai sono andati, scurdammoce o passato, e quindi si devono tagliare gli altri treni?

Allora, lo vogliamo dire che questi convogli si stanno tagliando per garantire l’AV che serve solo una parte del Paese? (Per dire, tornando alla Calabria: non c’è, non è neanche programmata, è in fase di prima-o-poi-si-farà. L’Av arriva a Salerno e gira per la Puglia)…

Gli altri sono “servizi in perdita”, a sentire Trenitalia. “Si vogliono oggi più servizi in perdita? Benissimo, ma occorre sussidiare Fs ancora di più. O tagliare ancora i servizi ai pendolari. Questo, a credere ai conti di Fs. E qui c’è un altro problema: i costi di produzione di Fs. Potrebbe spendere meno per i servizi sussidiati, e cioè farne di più con gli stessi sussidi.” E quindi il problema di un’eventuale liberalizzazione etc etc…

Una mia amica ha commentato dicendo che, tutto sommato, tanto rumore per nulla, visto che l’alternativa ai Treni Notte sono adesso le Frecce più gli Intercity, con 40-50 euro e molta comodità in più. Neanche io rimpiango i treni lenti e puzzolenti (ma poi perchè i treni lenti e puzzolenti sempre al Sud???), ma è inutile negare che alcune zone con questa storia dell’Av rimangono fuori, la Calabria più di altre. E l’Italia rimane tagliata sì, in due, ed è sempre un problema politico. La stessa mia amica mi dice che non è colpa di Trenitalia se l’A3 è quella che è, o se Alitalia taglia i voli. Sì, ma le Ferrovie le paghiamo noi, l’Av pure, Alitalia anche.

E ogni volta pensare di dovere fare lo sbarco in Normandia solo per andare “al Nord” mi sembra eccessivo. Ah, già. L’articolo di Ponti parla “da nord a sud”. La prospettiva contraria equivale a guardare le cose sottosopra. Un punto di vista, come al solito, strambo.

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2 thoughts on “Su Ponti, Trenitalia, A3…l’Italia non è divisa in due? Non lo so…

  1. Sono d’accordo con te.
    Mi pare singolarissima la logica economicista e modernista (e pure populista, se gli -ismi non bastano, nella parte in cui si domanda “che speranze hanno i lavoratori licenziati dalle piccole imprese?”; come se fra l’una e l’altra cosa esistesse una relazione tecnicamente necessaria) di chi scrive l’articolo.
    E mi si riconfermano anche antiche alcune punte di scetticismo nei confronti della testata…
    Hai forse solo dimenticato una cosa: che usare l’auto è infinitamente più inquinante! Ma forse al professore pare una cosa da poco, chissà.
    E poi, certo: da nord a sud; da sud a nord nessuno sano di mente dsi muoverebbe mai. Per far che, poi? Ma scherziamo?

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