“Stessa terra, nuovi occhi”… nella curiosità dei bambini…

Sono appena tornata dall’incontro con i bambini della scuola elementare di S. Cristoforo… Un quartiere a misura d’uomo, come tanti. Un quartiere anonimo, come tanti. Non ho la stampante, quella dell’istituto non funziona, il tabaccaio è lontano, ma ci sono i vicini “gentili”, come li chiama la collaboratrice scolastica, che aiutano. La stampa è pronta.

Erano giorni che mi tormentavo per quest’incontro… andare a parlare a dei bambini di Reggio com’era, com’è, con un powerpoint poi… La notizia che avrei avuto tutte le classi, dalla prima alla quinta,  mi aveva gettato nel panico più assoluto, e mi aveva fatto anche un po’ arrabbiare…”Dai 5 agli 11 anni? Ma c’è un mondo in mezzo!!!”

Il rischio concreto era quello di annoiarli, si sa che i bambini hanno bisogno di interattività, non di una che gli dica “questo è così e questo è colì”… Morale: ho finito ieri notte. Cercando di sfrondare, di semplificare ma di avvertire (“sto semplificando”) andando alla cieca, in pratica…

Stessa terra, nuovi occhi“… come glielo spieghi? E quindi me li trovo davanti, tutti con gli occhi belli svegli, vivaci, incuriositi. Senza filtri.  “Ora vedremo un breve filmato, poi faremo una chiacchierata insieme”…

7 minuti… Troppi? Li stiamo perdendo? Aiuto… vabbè, ci siamo. Durante la proiezione, non fanno troppo chiasso. Incoraggiante. Mi butto. E sono loro che mi spiegano. Chi era questo e chi era quest’altro. “Se avete domande, alzate pure la mano in qualsiasi momento”… In 10 secondi, 10 mani. “Ok, limitiamoci, facciamo che prima  finisco questa frase e poi alzate le mani”…

Facciamo questa carrellata, gli Enotri, il vino dei nonni, gli Aschenazi e Noè, i Greci, l’oracolo di Delfi, le ceramiche reggine esposte al Louvre, le mura, le terme romane e la mancanza d’acqua nei mesi estivi nelle case, la storia di Giulia, S. Paolo e il culto di Diana, il tempio sott’acqua, il miracolo della candela, le statue davanti al Duomo, le chiese di rito greco, gli arabi e il baco da seta, i normanni e la Fata Morgana, gli Aragonesi e il quartiere della Giudecca nonché l’omonimo castello, i Borboni e il bergamotto, il terremoto del 1908 e i semi da tutto il mondo piantati nella ricostruzione…

E ogni slide loro commentano, “qua sono andato con mio papà”, “come si chiama?”, “l’ho visto nei cartoni animati”… ma non c’è quel silenzio “dei grandi” che è più che di attenzione è spesso sinonimo di sonnolenza, no, loro parlottano e poi alzano la mano e appena la voce non mi regge più (“la volete sentire o no la storia?”) capiscono e si limitano da soli…

Arriviamo alle domande: “Ma perchè quelle ceramiche anzichè essere nel museo di Reggio sono al Louvre?” “Ma perchè sporcano gli alberi?” “Ma perchè dopo il terremoto hanno deciso di buttare giù il castello?” “Ma perchè i Greci hanno deciso di conquistare gli altri popoli?” “Ma come hanno trovato il tempio sott’acqua?” “Ma il baco da seta esiste ancora?” “Ma perchè c’erano le guerre?” “Ma perchè Napoleone si portava le cose a casa sua?” “Ma perchè non buttano giù la Banca d’Italia se sotto ci sono le terme romane?” E non sto inventando niente, altre non me le ricordo…

Cerco di rispondere in maniera concisa e comprensibile, ma capisco che loro il bello già lo vedono… E non è questione di fare i soliti discorsi sulla purezza dell’infanzia etc etc… No, qua si tratta proprio di un punto di vista meno ingombro di condizionamenti, che non significa però tabularasa: questi bambini hanno una consapevolezza invidiabile da molti adulti, perchè hanno la curiosità che non si è spenta…

Parte il filmato di Reggio com’è oggi, e, sarà che sono stati “zitti” per troppo tempo in base ai loro standard e che avevano bisogno di fare confusione, com’è come non è, appena vedono le immagini della Via Marina parte un applauso spontaneo che diventa un boato alla vista del mare e dell’Arena… e poi ancora il castello, le piante…appena riconoscono i luoghi, parte l’applauso… Sono sbalordita. Continua così per tutti i 5 minuti del filmato!

“Lo rifacciamo maestra?” Quando chiedo di ringraziare la mia amica Orsola che ha curato la parte video viene giù la scuola…  Foto ricordo, all’aria aperta… e ancora mi fanno domande…

Non finirò mai di ringraziare questi bambini e le loro maestre, per quanto mi hanno dato oggi…

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