Francesca Dovetto a Tabularosa: “La differenza? E’ non avere paura di declinare un aggettivo al femminile”

da http://www.strill.it

di Josephine Condemi – Quanto il linguaggio rispecchia la cultura di riferimento? Ed indagandolo, cosa si scopre? Ne parliamo con Francesca Dovetto, linguista dell’università Federico II di Napoli ed ospite di Tabularosa.

Come si intrecciano la riflessione linguistica e gli studi di genere?
Io mi occupo specificatamente di lessico: nel lessico ci sono sedimentate tante immagini della nostra vita quotidiana, del nostro modo di vedere il mondo,  perchè la lingua cambia più lentamente della società,  quindi troviamo delle tracce sedimentate del nostro passato . Studiare il lessico ci fa capire degli aspetti sui quali spesso non riflettiamo, ad esempio di quanto il lessico diventi discriminatorio, in molti casi. Una parola semplice come “gentile” o “compiacente” diventa diversa se detta di un uomo o di una donna. Il lessico è un insieme di storie che vengono raccontate, ognuna ci dà una prospettiva o ci insegna qualcosa…
Dare il nome è definire, quindi esercitare una forma neanche troppo nascosta di potere…le donne si autodefiniscono? E come?
E’ forte dirlo, ma spesso sono le donne le più dure nei confronti di se stesse ed hanno più paura a nominarsi, perché hanno introiettato  il modello culturale di riferimento che è un modello culturale maschile. Così si preferisce non nominarsi e nascondersi dietro un maschile anziché accettarsi e non avere nessuna remora nei confronti della dichiarazione di un uguale ruolo al femminile. La lingua va dove vuole il parlante, ma il parlante siamo noi, una società complessa con tutta la nostra cultura, il mondo che ci portiamo dietro… la donna è stata sempre vista come un altro di cui avere paura, affascinante e inquietante… il prendere cosciente del fatto che la comunità linguistica è fatta di uomini e donne  deve portare ad un maggiore spazio per le donne anche nel vocabolario…

Qual è quindi la differenza che fa la differenza?
La differenza è il bene più prezioso… La differenza che fa la differenza è che la dobbiamo difendere, la differenza. E’ tutto quello che abbiamo, la nostra differenza, è la nostra ricchezza.

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