“Quello che non ho” tra liberté, égalité e gioca jouer…

“Quello che non ho” è una Trasmissione.  Nel senso di un flusso di informazioni che utilizza il mezzo di comunicazione di massa per eccellenza, la tv, per mandare messaggi. Inducendo alla riflessione, liberando dal male. 

Il paragone con la tv pedagogica del maestro Manzi è immediato, come ha sottolineato Aldo Grasso.  Però che da dire che nel frattempo, dal maestro Manzi ad oggi, il contesto è cambiato. E mentre il maestro Manzi insegnava a leggere e a scrivere perchè tutti poi avessero la possibilità quantomeno potenziale di capire e interpretare da soli il messaggio altrui, qui si ha un’operazione di ricostruzione di senso in cui sono ben delineati gli schieramenti, i buoni e i cattivi (per dirla alla Federica Sgaggio). La trasmissione non problematizza, ma pur parlando di problemi, li semplifica. Di qua, o di là. Ed è un bel dire di comprendere le ragioni degli altri se poi si usa il monologo come mezzo.

L’invenzione di Fazio è stata passare dal talk al monologo, dice Belpoliti. Il monologo è il mezzo di trasmissione per eccellenza. Ma il talk stesso oggi appare usurato perchè appartiene, pure questo, a un contesto di tv generalista che non ci rispecchia più. E’ questo un buon motivo per rivolgersi esclusivamente al target degli uomini-di-buona-volontà-che-la-pensano-come-noi e basta? Non lo so. Perchè, appunto, di contrapposizione di opinioni se n’è avuta poca. E’ stata trasmissione. E c’è differenza, con tutto il rispetto per Belpoliti, tra Paolini e Fazio-Saviano. Perchè Paolini riesce a parlare di scienza avvicinandola a chi lo ascolta, compiendo cioè l’operazione inversa rispetto a Fazio-Saviano: cioè umanizza la scienza, non sacralizza il linguaggio.

Scatta l’empatia, dice Belpoliti. Ma l’empatia di chi? per chi? Sotto forma di tv del dolore, come sottolinea Grasso? E soprattutto, in un momento in cui c’è bisogno di riflessione, puntare solo sulle emozioni può essere una scelta vincente (per il paese, intendo, visto che a nome del paese-onesto parlano)?

La questione è seria. Perchè sa tanto di riproposizione di prospettive culturali nate in contesti storici diversi.Gli intellettuali da torre d’avorio che lanciano i messaggi urbi-et-orbi; educare (o rieducare) la gente; ricaricare di senso le parole facendole diventare denotative e inserendole in una Narrazione che fa tanto filosofia della Storia (fate come noi che vi condurremo per le magnifiche sorti e progressive), non facendo esplodere le ambiguità, la polisemia, gli incroci di prospettive che ogni parola porta con sè.

La Finanza è una cosa seria. E non è nemmeno una “cosa”. E’ un processo, in cui tutti siamo coinvolti, ed è inutile puntare il dito contro l’uno o l’altro se non si spiega seriamente il meccanismo.

Si è “cosificato” molto, ieri sera. E quindi, si è dato un senso univoco alle parole. E’ quella che si chiama ideologia.

Ci si è presi veramente sul serio. Cioè, Erri De Luca ci ha messo 6 min per dire che i ponti collegano. “Ma non è quello che dice, ma come lo dice”, mi si risponderà. E no, è esattamente questa concezione della letteratura e della funzione dell’intellettuale che ci ha rovinato. E poi vogliamo conto che la percezione dei letterati da parte di molti sia che “fanno fuffa”…

La Trasmissione nell’epoca delle reti, degli approcci orizzontali, può ancora avere senso? O è indice di un’incapacità a leggere i mutamenti socio-culturali degli ultimi 30 anni? Quanto ci vorrà per passare dalla Trasmissione alla comunicazione? Quanto perchè la tv non sia un mondo a parte rispetto all’industria culturale e ci sia convergenza non solo sotto forma autoreferenziale ma di contenuti?

L’Italia continua con la sindrome da attesa di giudizio

Ci si è presi troppo sul serio. Preferisco il gioca jouer.

Annunci

5 thoughts on ““Quello che non ho” tra liberté, égalité e gioca jouer…

  1. Pingback: Il 2012 e l’attesa di giudizio… to be continued? « Sguardi e prospettive

  2. Pingback: Sul 20credici… | Sguardi e prospettive

  3. Pingback: Di cortocircuiti binari… (sul 20credici parte seconda) | Sguardi e prospettive

  4. Pingback: Di Twitter e gioca jouer… | Sguardi e prospettive

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...