Mamma li turchi!!! Reggio (e dintorni) su Yeni Asir

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da http://www.strill.it

di Josephine Condemi “Superando il mar Egeo, in Italia”: dal 7 al 10 agosto Reggio Calabria, Scilla, Roccella Jonica e Messina sono state protagoniste di un reportage a puntate su Yeni Asir, il quotidiano turco regionale a maggiore diffusione, distribuito a Smirne, la terza città del paese dopo Istanbul e Ankara.  Paginoni dedicati alla bellezza del paesaggio e all’accoglienza della gente, così simile, così diversa. 

“Vai via, ma non più di tanto”, sottolinea il giornalista Cem Liman, titolando il primo articolo  “Reggio di Calabria, anche se familiare a chiunque”.  E’ proprio questo senso di vicinanza a farla da padrone negli scritti di Liman: “Quelli che vedi sono conoscenti lontani, ma familiari” ; “Quanto ci somigliano, ti viene in mente, ma non sono come noi”.

Tra le differenze che colpiscono Liman, il pagamento del coperto al ristorante (“questo spiega gli italiani che mangiano in piedi di fronte ai locali”), la chiusura dei negozi (“c’è la siesta, e dopo le 20 solo bar, caffetterie e pizzerie sono aperti”), le strisce pedonali (“ogni 50-60 metri c’è un passaggio”). Cem Liman si sposta poi a Scilla (“la Venezia del Sud o un altro nome del cielo”), Roccella Jonica (“in cui la Grecia si avvicina”), Messina (“in cui c’è un’importante base navale militare”). Appassionato di pesca, non manca di fare notare che “tra gli abitanti di Reggio e Messina ci si rivolge con i nomi dei pesci, piscistoccari e buddaci” precisando subito dopo che “l’uso di questi termini potrebbe essere però una buona ragione per litigare”.

Trasporti, prezzi, storia, architettura: il reportage di Liman è molto ampio. Non manca di fare notare che “la regione non è molto abituata al turismo” ma insiste nel sottolineare quanto il paesaggio sia simile alla penisola di Karaburun (in provincia di Smirne) e al centro più importante di quest’area, Mordogan. Che possa essere l’inizio di un gemellaggio?

Anche perché, a quanto pare, non solo il paesaggio, ma anche la cucina di pesce unisce: il tortino di acciughe, la fritturina,  e poi, “l’insalata mediterranea come la conosciamo, con limone e tanto colore”. Il Mediterraneo, ancora. Con dei legami da riscoprire. Quello che è strano è che di questi inviati (in questi giorni in città una corrispondente del New York Times) ce ne si accorge sempre dopo…  Speriamo per la prossima estate in un’invasione pacifica di turchi. E di andare anche noi a dare un’occhiata “al di là dell’Egeo”.

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