“Scava, baby, scava”: il petrolio (dimenticato?) della Calabria

da http://www.strill.it

di Josephine Condemi – Ha fatto grande clamore il ritrovamento a Monasterace, nel sito archeologico di Kaulon, del mosaico di 25 mq risalente al IV secolo. Quello che non tutti sanno è che il giorno dopo averlo ritrovato, il prof. Cuteri e i suoi studenti abbiano dovuto ricoprirlo, in attesa del restauro conservativo che la dott.ssa Iannelli, responsabile per la Soprintendenza archeologica dell’area, ha prontamente richiesto. In attesa, appunto.  Perché per fare i restauri ci vogliono i finanziamenti. Anche per fare le campagne archeologiche: non dimentichiamo che gli studenti che hanno aiutato a fare la scoperta sono tutti volontari.

Così, gli alunni dell’Istituto Comprensivo “A.Vespucci” di Vibo Marina si sono ribattezzati “quelli del Drago”, attivando una colletta per “aiutare l’archeologo a scoprire tutto il pavimento”, sancendo un accordo con la Soprintendente Bonomi, la direttrice del Museo di Monasterace Iannelli e il sindaco Lanzetta.

Vi risparmio la retorica sui singoli che devono farsi carico di spese della collettività e la successiva predica. Per amore di cronaca noto però che i reperti archeologici spuntano come funghi, nonostante tutto: è del 5 settembre la notizia che vicino la stazione ferroviaria di Zambrone sono state ritrovate tracce rilevanti risalenti all’epoca micenea (per la prima volta in Calabria) in un sito che, secondo gli esperti, potrebbe offuscare i reperti delle isole Eolie; è del 17 settembre il comunicato stampa dell’ “Associazione Giovani per la Locride” sul ritrovamento (durante i lavori per il rifacimento della statale 106) di una necropoli vicino il sito di Locri Epizephiri… Sono solo “quattru petri”, come siamo soliti chiamarle?

La EENC, rete europea degli esperti per la cultura, ha da poco presentato un rapporto alla commissione europea per i bilanci UE 2014-20, in cui la cultura avrà una priorità assoluta: gli esperti europei non si capacitano del fatto che, pur possedendo il 70% del patrimonio artistico mondiale, continuiamo a tagliare nel settore, considerando sfigati (diciamolo) i laureati in beni culturali e artistici e non sapendo creare occupazione e turismo da questo settore potenzialmente immenso. Insomma, al posto dello slogan della Palin “Trivella, baby, trivella”, ci vorrebbe uno “Scava, baby, scava” che ci gioverebbe come e più del petrolio…

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