“La mobilità nell’area dello Stretto” e l’insostenibile leggerezza della governance

da http://www.strill.it

di Josephine Condemi- Governance. Al terzo appuntamento del Forum degli Interessi Convergenti, dedicato a “La mobilità nell’area dello Stretto” la parola più ricorrente è stata governance. Seguita da authority. Cerchiamo di fare ordine.

 Governance è, da dizionario, “il complesso delle strutture, delle regole e delle strategie che presiedono alla guida di un’azienda, o anche di uno Stato; per estensione, il complesso dei dirigenti di tali strutture, la classe dirigente”. Quindi, la governance sarebbe tutto ciò che serve a pianificare l’attività di un qualcosa con degli interventi specifici mirati a degli obiettivi, si spera, condivisi.
Ai trasporti dell’area dello Stretto manca la governance: le regole, la pianificazione, la strategia. Quello che una volta veniva definita Politica, ma è caduta ormai di moda. D’altronde, una classe dirigente che invoca per estensione un’altra classe dirigente è perlomeno paradossale. Ma quando si parla di trasporti, specie a queste latitudini, bisogna aspettarsi anche questo.
E infatti la proposta concreta del Forum per la mobilità dello Stretto si configura con un’authority, un ente, un’istituzione pubblica “con il compito di controllare la conduzione di un determinato settore dell’economia oppure della società o dei servizi” (sempre da dizionario).  Un’authority che controlli e si faccia carico della gestione del traffico nello Stretto e dintorni. L’ennesimo ente terzo, perché la politica non ce la fa.
D’altronde, come ha ben spiegato il prof. Latella dell’Unirc, siamo in uno Stato che “non ha aperto alla libertà concorrenziale specialmente nel settore marittimo, derogando la messa a gara degli appalti fino a che non si fosse privatizzata per intero l’azienda statale che, comunque, nelle sue linee non faceva ricadere lo Stretto. Quindi, l’Italia è stata condannata dall’UE ma lo Stretto non ha beneficiato comunque della deroga”. Uno Stato che ha normato di liberalizzare il Trasporto Pubblico Locale, in contrasto con le direttive UE che prevedono “l’intervento pubblico a fronte di libera concorrenza e l’obbligo di chiarire quali sono le esigenze locali e socioeconomiche”.  E quindi, “c’è bisogno di un’authority, una sovra-istituzione che faccia attività di coordinamento” .  Perché tutti gli enti preposti non ce la fanno a mettersi d’accordo.
Anche perché progettare per un’area vasta come le province di Reggio e Messina significa, come ha ricordato l’amministratore delegato dell’Autorità Portuale di Messina Francesco Di Sarcina, “trovarsi a scegliere tra porti che hanno aspettative simili ma attitudini differenti”: non tutti i porti possono fare tutto, insomma. Anche l’autorità portuale è un organo di governance. Non a caso è proprio Di Sarcina a chiarire che “più che individuare un’autorità unica che pianifichi dall’alto, avrebbe più senso un’autorità flessibile, istituzioni locali territoriali che operano sull’autorità portuale”.  Più che un’authority dell’authority, un “tavolo tecnico” di soggetti istituzionali politicamente responsabili di fronte agli elettori. Dinamiche orizzontali al posto di dinamiche verticali. Quelle che ci hanno portato fino a qui.
“Gioia Tauro non è un porto storico” ha evidenziato Salvatore Silvestri (Autorità Portuale di Gioia Tauro) “non è stato costruito per esigenze del territorio ma è nato come canale a servizio del quinto centro siderurgico, che non ha mai visto la luce. Poi è arrivato l’imprenditore Ravano che lo ha rilanciato, ma il porto non lega con il territorio, non è inserito nella mentalità territoriale”. Si torna sempre al problema Politico di fondo, in cui tutti abbiamo una parte di responsabilità.
Perché lo sappiamo: “la competitività” come ha sottolineato Paolo Savasta (Autorità Portuale Messina), “è la capacità di attrarre investimenti; l’efficienza l’aumento della velocità e la diminuzione dei costi” e, per quanto riguarda la gestione degli scali “le linee guida ci dicono di limitare il rilascio di concessioni demaniali, per impedire che la singola società possa appropriarsi di porzioni di porto in via esclusiva impedendo gli accessi agli altri operatori”.  La teoria è già abbastanza chiara. “Il settore marittimo in Calabria è produttivo il doppio rispetto all’agricoltura” ha continuato Silvestri “ma non si riesce a fare sistema perché gli interlocutori sono diversi: un porto che sia insieme turistico e commerciale risponde ad apparati diversi ” e quindi le lungaggini aumentano.
E se per Sebastiano Porcino (Capitaneria di Porto RC) “siamo pronti a ricalibrare ma bisogna creare i servizi necessari a rendere efficiente la portualità” e per Carlo Alberto Porcino, Ad Sogas, “l’aeroporto è una potenzialità ma manca il dialogo con gli enti”,  per Gennaro Maione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “il consorzio Metromare è abbastanza apprezzato. Il bando vinto nel 2008 per problemi vari è riuscito a concretizzarsi nel servizio solo nel 2010 ma siamo riusciti nel frattempo ad abbattere le tariffe contrattuali alte (si parlava di andata e ritorno 10 euro) riducendo le corse. Abbiamo fatto un sistema di abbonamenti, navette, convenzioni con le università”.
E quando gli si chiede come mai una società che abbia vinto un bando abbia avuto tariffe così elevate, Maiolo risponde che “Metromare era l’offerta migliore, ma se proprio dobbiamo dirla tutta aspettavamo 5 milioni dallo Stato che non sono arrivati. Ma i prezzi sono questi, se guarda a Napoli costa anche di più un biglietto”. Dipende per dove, però.
Intanto, da giugno Ustica Lines toglierà i collegamenti con le Eolie e sugli aliscafi Metromare già da adesso (provare per credere) per tutta la durata del viaggio si offre un aerosol di benzina gratuito. Troppo difficile, il sistema di trasporti integrato dello Stretto… non ci resta che la governance…
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...