Le dimensioni dell’abitare: si riapre il dibattito su Piazza Duomo

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da http://www.strill.it

di Josephine Condemi – “Per vedere una città non basta tenere gli occhi aperti, occorre per  prima cosa scartare tutto ciò che impedisce di vederla”: l’arch. Manfredini, organizzatore della tavola rotonda su “La piazza del Duomo di Reggio Calabria” presso la sala Mons. Ferro, sceglie di aprire i lavori con una citazione di Italo Calvino.

Una citazione che subito fa pensare alla polemica: alberi sì, alberi no. Ma nelle quasi due ore di incontro è emerso in maniera netta che oltre alla questione degli alberi su Piazza Duomo c’è molto di più.

“Vogliamo una piazza che sia un luogo di aggregazione di centro urbano, visivamente stimolante, autenticamente interattivo, in cui i valori simbolici e identitari facciano la propria parte, senza ridurre la piazza ad un’aiuola spartitraffico” ha evidenziato Manfredini. Una piazza che unisce sacro e profano. “La piazza deve ritornare a iconizzare l’assemblea dei cittadini” ha sottolineato Andrea Carillio. “Anche il Concilio Vaticano II incita a riprendere il significato originario dello spazio antistante il sagrato, luogo di accoglienza e continuazione del contesto urbano”.

E se la prof.ssa Misiano propone di “ricostruire il cielo del 24 giugno dell’anno 61 dC, giorno del passaggio di S. Paolo nonché solstizio d’estate, attraverso dei mosaici con pannelli illustrativi” così da “aggiungere alla piazza una funzione didattica, culturale, che ci riporti al Mediterraneo e alle nostre radici, a una piazza d’Uomo”, Gianfranco Cordì nota che “il Piano Integrato di Sviluppo Urbano ha come obiettivi promuovere la qualità della vita, sia a livello ambientale che di lotta al disagio sociale”. Un PISL è quello approvato dai commissari che scadrà a metà gennaio.

Sulla gestione del bando precedente, scoppia la polemica: “l’amministrazione precedente è andata avanti da sola, senza chiedere il parere della soprintendenza” ha affermato l’arch. Vitetta della Soprintendenza dei Beni Culturali e Paesaggistici “noi abbiamo cercato di indirizzare i progetti ma non c’era dialogo”. “Gli uffici tecnici dell’amministrazione comunale avrebbero dovuto creare delle linee guida di interventi sul centro storico” ha rincarato la prof.ssa Cagliostro “guardiamo cosa è stato fatto a Piazza Orange o Piazza Carmine. Il centro storico è nato da un progetto unico, il piano regolatore De Nava. Ripartiamo da quello, modifichiamolo anche in meglio, ma cerchiamo di capire il disegno iniziale. Fondare una progettualità con o senza alberi è un problema minimo”.

Ma è un problema, se a Manfredini che vuole “evitare tempestivamente conseguenze pericolose come strappare gli alberi” don Nuccio Cannizzaro risponde che “l’arredo arboreo non è funzionale”.

La risposta alla questione sembra arrivare dalla Soprintendente ai Beni Culturali e Paesaggistici Margherita Eichberg:  “i bandi sono sempre una corsa contro il tempo, spesso apprendiamo i progetti dai giornali. Progetti che partono dai soldi da spendere battendo sul tempo comuni concorrenti, con bandi che vengono fatti con parametri diversi dal buon senso. E’ vero, potremmo bocciare i progetti, ma cerchiamo sempre di evitare il muro contro muro anche per non trascinare l’ente in contenziosi pluridecennali. Siamo soddisfatti che i commissari abbiamo chiesto il nostro parere per il bando sulla progettazione definitiva, siamo riusciti a recuperare in corsa stabilendo così delle linee guida chiare anche per piazza Duomo: no alla pavimentazione in travertino che non rispetta il contesto e no al taglio dell’alberatura, poiché già nel disegno di De Nava rappresentava una quinta naturale per una piazza più larga che lunga. L’arredo arboreo potrà essere ridefinito, sfoltito, ma non abolito”.

Notizie anche sul corso Garibaldi: “abbiamo stabilito che la pavimentazione vada recuperata e che siano integrate solo le lastre rotte”.  Ma perché i vincoli per piazza Duomo? “Ci sono due articoli del codice che stabiliscono che le piazze sono vincolate architettonicamente. In più, il centro storico ha un vincolo paesaggistico”. Se, come è stato evidenziato dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici, ci mettiamo anche i resti di età romana a pochi metri di profondità,  capiamo che per piazza Duomo c’è una storia ancora tutta da scrivere. Insieme.

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