“Himmini”. Plurale, femminile

himmini
Di Josephine Condemi- Eleganti, sbracate, magre, grasse, europee, arabe, americane, orientali, ritratte (spesso di spalle) in atti quotidiani come bere, sostare presso una fontana, leggere, suonare, mettersi lo smalto, fare i maccheroni (il filo delle Parche), lavarsi i denti (sul balcone). Fotografare mentre si è fotografati. Guardare mentre si è guardati. “Himmini” non è solo la mostra fotografica di Raffaele Mortelliti (“Il Fiore di Desna Bonito”, tutti i giorni dalle 10.00 e dalle 16.00) ma l’occasione per riflettere sui molteplici modi di essere donna.
“Abbiamo voluto costruire un percorso, significativamente nel periodo tra il 14 febbraio e l’8 marzo” racconta Gabriella Codella (insieme a Dina Laganà e Alessandra Stilo organizzatrice degli eventi) “destrutturando gli spazi consueti e insieme esaltandoli: un luogo generalmente deputato al culto dei fiori diventa così un incubatore di musica, stati d’animo, incontri, cultura”. Un luogo di cultura/brodo di coltura perché  “sentivamo la necessità di ricreare anche qui momenti di convivialità unendo insieme dimensioni diverse con attenzione ai particolari”.
Dopo l’inaugurazione del 14 (“un picnic in cortile, a terra, perché no?”) , il 22 febbraio  sarà la volta di “Geisha o Geisho?”: “abbiamo chiesto a Paolo La Marca, ricercatore di cultura giapponese presso l’università ‘La Sapienza’, di raccontarci da dove nasce la figura della geisha, se e quanto corrisponde alla traduzione occidentale, e che cos’è l’analogo (ma non troppo) maschile, il geisho. Ma non volevamo fare una conferenza tradizionale: abbiamo quindi pensato  ad una chiacchierata informale, preceduta da un thé con i biscotti e seguita da un aperitivo a base di sushi. E’ prevista anche una cena e chi vorrà potrà farsi truccare da geisha o geisho grazie al make up artist Giacomo Masucci.”
Trucco, cibo, traduzione culturale: il 28 febbraio, “Quante donne?” con la conversazione a cura di Pasquale Romeo e Luca Vallario (“Donne che cambiano troppo/donne versus uomini”) e lo spazio dedicato alla neurocosmesi con Angela Malara e l’8 marzo “Polpette?” con il concerto “Stalking femme” di Teresa Mascianà, Roberta Cartisano e Sabina Caruso. Ma perché “Polpette”? “perché la polpetta è simbolo del piatto della famiglia del Sud, della condivisione, una cosa semplice e gustosa. Il punto interrogativo è perché quest’aspetto della condivisione manca sempre più spesso”.
E se non si condivide, non ci si parla, diventa più facile demonizzare, estraniare, rinchiudersi in un modello sempre troppo stretto. Che non tiene conto degli infiniti modi di essere “Himmini”
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4 thoughts on ““Himmini”. Plurale, femminile

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