La questione Museo, Sibari, il patrimonio archeologico: parla Simonetta Bonomi

simonetta-bonomi

da http://www.strill.it

Di Josephine Condemi – Simonetta Bonomi è una combattente. “Non guido, non volo, mi sposto in treno”, macina chilometri tra la Calabria e il Veneto, dove è nata ed hai suoi cari. A lei è affidata la Sovrintendenza dei Beni Archeologici dell’intera regione. Tra una sigaretta e l’altra, si lascia sfuggire un “è molto pesante stare qua”.  Parlandole, si nota quanto ami l’azione. Legge del contrappasso.

Museo di Reggio: riassunto delle puntate precedenti

“La vicenda del museo parte nel 2007 ma io posso parlarne solo dal mio arrivo, il 18 settembre 2009.  Avevo ricevuto dal mio direttore regionale un imperativo categorico: traslocare,  gli uffici e i reperti. Dal 1° settembre 2009 ho chiuso la struttura al pubblico e fino a gennaio 2010 abbiamo impacchettato tutto. Il cantiere ha cominciato a marciare (le ultime operazioni le abbiamo fatte in mezzo al polverone) e siamo usciti.”

Nel frattempo però avete spostato i Bronzi…

“Sì, avevamo il problema di dove collocarli. La mia direzione aveva stabilito che andassero a Roma all’ISCR, perché i lavori al museo  erano un’occasione ottima per fare un check up alle statue, dopo 15 anni di innovazione scientifica e tecnologica. E quindi quando ad ottobre 2009 sono andata a trovare il sindaco per presentarmi, in conferenza stampa ho detto, tranquillamente, che i Bronzi si sarebbero spostati. E’ venuto fuori un putiferio che non prevedevo: non conoscendo  l’ambiente di Reggio, pensavo che fosse normale, data la qualità delle statue, mandarle all’istituto nazionale di riferimento. E invece ho capito subito che sarebbe stato inaccettabile da parte della comunità reggina ma non solo (qualche giorno dopo in stazione a Lamezia ho sentito una signora che invitava gli amici ad andare alla manifestazione contro il trasferimento). Quindi ho scritto al ministero, sono stata contattata dall’allora Presidente del Consiglio Regionale, e si è trovata questa soluzione di Palazzo Campanella. Il 23 dicembre abbiamo aperto le casse dei Bronzi lì. Spesso viene dimenticato ma abbiamo avuto a disposizione due sale enormi, in cui non solo abbiamo costruito il laboratorio di restauro ma tenuto esposte molte opere significative… E da lì è iniziato il cantiere. A marzo 2011 il grosso dei lavori era terminato”

E poi perché non si è aperto? Perché mancavano i soldi?

“Il comitato tecnico scientifico del ministero, istituito per valutare il progetto finanziato coi fondi del 150°, ha fatto delle prescrizioni che, pur migliorando molto tutta l’operazione, hanno implicato nel cantiere variazioni in corso d’opera.  Sui 6mln di euro del CIPE c’era sempre stata ampia assicurazione, quindi si sono fatti lavori importanti, ad esempio sull’antisismica”

Ma visto che si sa che questa è una zona sismica, non ci poteva essere prima una valutazione?

“Sì, però avevamo dei dati che per certi versi ci rassicuravano. Non è stato possibile fare tutti i saggi per vedere le strutture perché c’erano le persone dentro e i reperti esposti … chi segue lavori pubblici sa che il progetto perfetto non esiste, ed è inutile illudersi che esista”.

Pensa che la procedura dell’appalto integrato sia una componente che fa lievitare i costi?

“Non necessariamente, non dovrebbe proprio, a dire il vero. Secondo me non è un meccanismo automatico.”

In questo caso però è successo…

“Sì, perché evidentemente non tutti gli aspetti sono stati sceverati in maniera approfondita, perché non sempre si può”

Alcuni rilevano il fatto che una delle prescrizioni della ditta che ha vinto la gara era quella di tenere i Bronzi dentro il museo…

“Sono cose parallele: la commissione di gara, aggiudicatrice, che ha valutato questa garanzia come positiva, e il comitato scientifico, che ha detto di spostare i Bronzi dal cantiere attivo per una migliore conservazione.”

E non ci possono essere degli esperti tecnico-scientifici nella commissione?

“Ci saranno anche stati, ma a volte sono architetti, ingegneri, non molto addentro alla gestione di un museo… andare a cercare una polemica su questa cosa qua mi sembra inutile, allo stato attuale.”

Ma dall’esterno sono passaggi complicati…

“Sì, sì non c’è dubbio, ma anche questi sono posti complicati.. io vengo da una realtà piccolissima rispetto a questa, e ci ho messo 6 anni a fare un museo, lo so quanto è complicato. Le strutture museali hanno problemi:  i reperti, le persone non sono pacchi. Qui dentro ci sono più di 100 persone che  lavorano. La valutazione di un progetto è fatta con norme tecniche, tutto il contorno della vita museale in una gara non entra. Quindi si è riusciti a recuperare l’aspetto gestionale delle risorse umane ed artistiche in seguito, questo ha avuto un effetto ritardante, ma penso che spesso si sia molto ingenerosi nei confronti di un’impresa del genere. Non creda che non mi sia pesata, l’attesa. E’ stato abbastanza frustrante. “

A marzo comunque i soldi non c’erano…

“No, i sei milioni del CIPE non sono stati coperti. Siamo riusciti a tornare tra maggio e giugno negli uffici (è stato un disagio enorme essere dislocati qua e là) ma i fondi si sono sbloccati solo con il governo Monti.  Però questi fondi CIPE, che sono serviti per le questioni edilizie impiantistiche, dovevano essere accompagnati dai 5 milioni della regione per l’allestimento e gli impianti tecnologici speciali. Tutto il 2012 è passato per una lunghissima trattativa sull’impostazione della gara che sembrava non sbloccarsi mai.”

Quali erano le prospettive differenti?

“Diciamo che noi, la direzione lavori museo e Mibac, pensavamo di fare due appalti diversi, per allestimento e impianti, in modo che l’ultimo, a norma di legge, potesse essere affidato direttamente alla ditta che ha lavorato finora (cosicchè la stessa ditta avrebbe chiuso gli impianti precedentemente impostati). La regione invece ha richiesto di unificare l’appalto,che non è una sciocchezza, perché si deve rivedere tutto: i progetti, le versioni. Ma siamo giunti ad una mediazione e una soluzione: il mese scorso è stata firmata la convenzione,  i soldi saranno sbloccati materialmente con la conclusione dei collaudi dei lavori precedenti (in questi giorni), quindi, se tutto va bene, la gara dovrebbe partire il mese prossimo… “

Almeno un altro anno per il museo, quindi…

“Se va tutto bene, a Natale o entro fine anno con sforzo disumano…”

Può dirci le principali differenze tra il museo che sarà e quello che c’era?

“L’obiettivo è stato quello di rendere comprensibili fenomeni storici dell’antichità calabrese. La visita si inizierà dal piano più alto, perché i piani del palazzo hanno diverse altezze:  il terzo e il primo sono ammezzati, il secondo e il piano terra sono alti. Mi è sembrato logico quindi cominciare dagli ambienti più bassi con le sezioni sulla preistoria e protostoria, premesse del fenomeno Magna Grecia, a cui sarà dedicato invece il salone monumentale, con le illustrazioni delle città e dei santuari. Poi si passerà al piano inferiore, dedicato all’edilizia privata, alla vita quotidiana della città, e alle invasioni delle popolazioni italiche nel IV sec, Lucani e Bretti. Il piano terra sarà tutto destinato a Reggio Calabria greca e romana. In questo inquadramento, i Bronzi cronologicamente e storicamente sono un ritrovamento sottomarino, quindi l’unico legame sono il mare e la scultura greca: dalla sala dedicata al Kouros di Reggio si accederà all’enclave con la sala filtro, per poi arrivare ai relitti di Porticello, la Testa di Basilea e la Testa del Filosofo, cui cercheremo di restituire l’aspetto di statua. Spero sarà possibile, nel futuro “Museo della città” che sorgerà all’ex-monastero della Visitazione (in via di restauro), di poter proseguire la storia cittadina anche in epoca moderna. Oltre all’archivio storico e alla pinacoteca, lì c’è un intero piano che può essere dedicato a questo.”

E’ vero che non vi aspettavate di trovare ancora terra dentro le statue dei Bronzi?

“Infatti, nel restauro di 15 anni fa era stata assicurata la completa rimozione della terra di fusione, invece nelle teste ancora ce n’era… è stata una sorpresa, ma anche l’occasione per vedere meglio le tecniche di applicazione degli occhi, valutarne meglio il materiale (per il bronzo A non è avorio come si pensava ma pietra)… è stato un lavoro di ricerca interessantissimo.”

E i risultati quando li pubblicate?

“E’ un problema. Perché dobbiamo farlo,ma l’organizzazione non è delle più semplici. Non ho mica soldi per fare un megaconvegno! Devo trovare il modo per farlo, non so come ma dobbiamo farlo, è un obbligo morale ineludibile. Sono venute tante équipe a studiarli, ognuno a delle proprie teorie,  verrebbe fuori un convegno molto importante. Non ho ancora contattato nessuno perché mi sarebbe piaciuto fare quest’evento in concomitanza con il rientro dei Bronzi al museo… “

Ha detto di avere capito in seguito cosa significassero i Bronzi per la Calabria… che cosa ha capito?

“Che c’è un interesse un po’ feticistico nei confronti dei Bronzi, ma a questo non corrisponde un amore per il passato, un interesse per le vicende del museo in quanto tale, che non è solo dei Bronzi: qui ci sono dei capolavori assoluti che magari nessuno ha mai visto. Il rapporto tra città e archeologia non è il rapporto città-immagine dei Bronzi, che sono un po’ un emblema identitario. Certo, sono i nostri più preziosi attrattori, e questo va curato.”

A tal proposito, come risponde alle polemiche del calo di visitatori?

“Al primo novembre 2009, avevamo 104.000 visitatori, che di certo rispetto al milione di quando  sono tornati è niente, ma bisogna considerare che sono pochi i musei con centinaia di visitatori l’anno. Mediamente, fanno 20.000 visitatori l’anno. Poi, sulla storia dello zoo di Pistoia: bisogna anche fare paragoni calzanti, si può dire che il museo di Napoli o quello delle terme a Roma fanno di più, ma l’unico museo che ha un milione di visitatori è Pompei. Noi comunque, anche a Palazzo Campanella, in questi anni la media dei 100.000 l’abbiamo tenuta… “

A che punto siamo con Sibari?

“In un mese abbiamo recuperato i 300.000 euro di somma urgenza che ci ha elargito il ministero per togliere il grosso del fango. Sono stati ripuliti quasi tutti i percorsi stradali, però restano i vari complessi che si affacciano sulle strade, che vanno puliti a mano, con un lavoro oneroso…  in occasione dell’ultima visita a Sibari, il 14 marzo, il ministro Barca ha promesso altri 200.000 euro per finire di togliere la maggior parte del fango. Siamo in attesa di conferma. Nell’ambito del “Piano di Azione e Coesione per il Sud”, vediamo se riusciamo a ricavare una cifra più consistente per sistemare l’intera area archeologica… “

Sono previsti altri interventi in Calabria?

“Nell’ambito del “Piano di Azione e Coesione per il Sud”: la sala sotterranea del museo, che dà su Piazza De Nava; il nuovo museo del Castello di Crotone; qualcosa per Locri. La regione poi sta per spendere, con fondi POR 2007-2013, 30milioni di euro per interventi su parchi archeologici, per lo più di sistemazione e valorizzazione. Con i precedenti POR sono stati fatti tanti espropri ma la ricaduta in termini di fruibilità non c’è stata. Sempre con questi POR 2007-2013, è previsto l’intervento sul circuito delle zone archeologiche urbane (Mura Greche di Trabocchetto, Mura degli Angeli, Tomba di via Tripepi, Odeon in un palazzo privato, la Necropoli di S. Giorgio Extra, Mura Greche, Terme Romane, Occhio di Pellaro) e uno su Piazza Italia.”

A proposito: è soddisfatta?

“Ma non è finita! E’ provvisoria, per far conoscere il sito,  ma ci vuole un apparato didattico che semplifichi la comprensione, quello che vorremmo ottenere con questo secondo progetto, insieme alla pavimentazione della piazza e alcuni lavori sotto.”

Tutte queste cose prevedono dei costi…

“Ma la cultura non è gratis! E’ un investimento e non è un costo. O uno prende la cultura per il verso giusto o non ne veniamo fuori. Se uno mi dice (e tanti lo dicono) : ‘facciamo l’area archeologica ma poi come la teniamo aperta?’  già lo butterei giù dalla finestra. Con l’area archeologica io ho un bene, che deve necessariamente essere fruibile, devo investire su questo bene, almeno in termini di manutenzione. Se uno poi ha un minimo di lungimiranza, vede anche che questo bene può essere l’occasione per far lavorare le persone, i ragazzi che se ne vanno, che possono avere l’occasione per stare qui. E’ un progetto ambizioso ma ci dobbiamo arrivare. E’ un costo, ma deve prevedere che, come aggiusta le strade…”

“ Vabbè, lasciamo perdere le strade, però scusi, le strade servono? Sì. Le dobbiamo tenere in ordine? Sì. Ci ricaviamo qualcosa da quelle strade? No. E’ un servizio ai cittadini. Sono le strade, le fognature, i rifiuti… vanno tutti sotto i servizi alla persona. La cultura è uguale. Servizi alla persona. Vediamo di intenderli nella maniera giusta: non è un fardello che ti capita addosso e ti schiaccia. Devi trovare il modo di mantenerlo (ci è arrivato, dobbiamo trasmetterlo), e poi un circuito virtuoso che attraendo persone faccia gli interessi della città. Un turismo culturale, rispettoso, di piccoli numeri ma costanti, destagionalizzati, un flusso soddisfatto che passi parola e arrivi in quantità tale da potere essere gestito dal territorio, senza esserne sopraffatto. Questo al territorio rende. Ma si può fare se la comunità rispetta,comprende, ama questo bene. Ci deve essere anche un senso civico, scusi.”

Casca nello stereotipo della maestrina settentrionale?

“No, io mi scontro con il vandalismo, una delle manifestazioni più tipiche del disamore verso il patrimonio culturale. Le faccio un esempio: villa romana del Naniglio, Gioiosa Jonica. Posto molto bello, su cui stiamo come enti investendo parecchio. Per conservare i mosaici, ordiniamo dei travetti su cui appoggiare i teli di protezione, li acquistiamo, li depositiamo dentro l’area archeologica (non abbandonata, recintata e chiusa da un cancello). Piove, non si iniziano i lavori. Qualcuno ha pensato bene di rubarli. Ora io devo spendere altri soldi, pubblici, per ricomprarli (perché la protezione ai mosaici dobbiamo farla): è una bella cosa, questa? Ed è successo tante volte, ovunque: spaccano cancelli, rompono recinzioni, mandano i cavalli nel tempio di Apollo Aleo.. io non voglio fare la nordista, se sono venuta da Padova a lavorare qua non sono coi paraocchi. Ma non posso non registrare questo fenomeno spaventoso che ci mette a dura prova, perché poi noi dobbiamo aggiustare. Non sempre abbiamo i soldi per farlo. Bisogna fare entrare nella testa che è il patrimonio archeologico è di tutti, quindi di ognuno, casa propria, da difendere con le unghie e con i denti. E’ l’identità del luogo. Vale tanto quanto i Bronzi. L’area archeologica del paese deve essere importante tanto quanto i Bronzi. E’ una fatica di Sisifo, ti senti estraneo all’ambiente in cui stai lavorando.  Noi abbiamo le nostre colpe, spesso la sovrintendenza non è vista bene perché possiamo dire no, però un minimo di rispetto per il nostro compito, ecco questo lo vorremmo.  La Calabria ha un patrimonio importante per l’intera civiltà occidentale. Qua hanno transitato un sacco di personaggi che hanno fatto la storia: Erodoto è stato sepolto a Turi. La Calabria ha un patrimonio di attrattività enorme e come in tutta l’Italia è un patrimonio diffuso: dietro ogni angolo ci sono cose bellissime da vedere, e questo mi commuove anche, perché certi posti sono straordinari.”

Per questo rimane qui a lottare..

“Perché ne vale la pena. Ne vale la pena. Poi devo dire che sono al limite della resistenza, però ancora sono qua. Termino il mio secondo mandato nel 2015 poi vado via.”

Quindi se ne va?

“Sì, perché è un po’ pesante per la famiglia. A un certo punto vorrei anche, visto che sto invecchiando,andare in un posto un po’ più tranquillo. Però prima vorrei chiudere alcune cose. E dire: ’io ci ho provato’. Onestamente, ci ho provato.”

Annunci

One thought on “La questione Museo, Sibari, il patrimonio archeologico: parla Simonetta Bonomi

  1. Pingback: Non lasciamoci soli… (ancora di sguardi sottosopra) | Sguardi e prospettive

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...