Filosofia nelle strade, per sventare gli agguati e vivere civilmente: Giovanna Zucca al Rhegium Julii

filosofia

da http://www.strill.it

di Josephine Condemi- Metti una sera a “Porta a Porta” Aristotele, Empedocle, Epicuro, Pitagora e Platone, che finalmente hanno l’occasione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa: da questo pazzo sogno nasce “Guarda c’è Platone in tv!”, presentato al Circolo Rhegium Julii. Giovanna Zucca, infermiera strumentista e aiuto anestesista, si è laureata alla “Ca Foscari” in filosofia proprio con una prima versione di questo romanzo (“è stato uno scandalo, ma alla fine è andato tutto bene,” ride).


Filosofia non per lavoro ma per passione… una filosofia da riportare nelle strade…
Sì perché è questa passione che mi permette di vedere la contraddizione all’interno della filosofia, tra come è nata e come la si vive (me compresa) studiando. La filosofia è nata per le strade, nella polis, nell’agorà:  come è stato possibile che alla chiarezza subentrasse un certo modo di scriverla e parlarne in maniera oscura? Ho cercato di capire, chiarire in primis a me stessa, nella mia frequentazione della materia, come poter arginare questo problema e uno dei modi che ho trovato è stato veicolare concetti apparentemente complessi  attraverso la narrazione, riportandola al luogo di origine, allontanandola un pochino dalle proposizioni molto complicate dei volumi canonici.

Nonostante (proprio per?) l’impostazione metafisica  sembra che per te la filosofia sia una specie di pratica sociale, di collante…
In effetti, è stato proprio studiando metafisica , specialmente quella platonica, che mi sono avvicinata alla politica. Platone, finissimo politico, proponeva di salire gradino per gradino, attraverso l’intelletto e l’esercizio del dialogo, all’idea perfetta di governo: utopica, irrealizzabile, ma che pone un modello elevatissimo, di virtù assoluta. E questo è un bene, perché più un modello è alto, più lo sforzo di arrivare alla perfezione ci migliora.

Il problema però è che il modello politico platonico è antidemocratico…
Attenzione però: l’uno che Platone pone a capo del governo aveva virtù insuperate e insuperabili, quindi era una pura utopia. Platone aveva poi una diffidenza per la democrazia perché ai suoi occhi aveva la colpa della condanna a morte di Socrate. E’ ovvio che il modello politico platonico non è utilizzabile oggi, ma l’idea del governo come insieme di virtù rimane (e deve rimanere). Aristotele, pur stimando il maestro, propone come migliore forma di governo possibile la democrazia.

Durante la puntata, Platone e Aristotele sono spesso messi a confronto…
Sì perché il dibattito politico è sempre un dialogo tra versioni apparentemente contrastanti, il problema è trovare la via di mezzo, la famosa ‘media via’ di Aristotele! Le dinamiche dialettiche sono le stesse di secoli fa,  è cambiata la nostra incapacità a dialogare in maniera costruttiva, a capire e compenetrare in maniera empatica quello che sta dicendo l’altro, per cui ognuno urla la propria posizione, ritiene di avere la verità e non si mette in discussione. I greci invece avevano questa capacità, si prendevano il tempo di dialogare e capire con l’intenzione di fare il bene per la collettività…

Eppure, i filosofi da Vespa sono  più che umani…
Sì perché tendiamo ad ammantarli di veste sacrale, questo li distanzia, e quindi una persona può pensare: come può riguardarmi, oggi che sono impegnata a trovare lavoro, quello che diceva Aristotele nel V sec? Renderli vicini significa renderli figli di un passato che possiamo chiamare ieri…

Il libro è costruito su questa puntata speciale di Porta a Porta… perché pensi che sia così difficile conciliare in Italia popolarità e cultura?
Penso che ci vogliano tante cose, in tv e nei mezzi di comunicazione in generale, ma tante, non solo alcune, e non sempre alcune scarsamente fondanti una qualche forma di pensiero. Siamo pigri: qualcosa di culturalmente forte affatica, ma dobbiamo superarla la fatica, dobbiamo avere costanza noi e chi ce li propone. Non dico che dobbiamo tornare agli sceneggiati, però… Io esprimo una fede: la possibilità di educare al bello. Aristotele diceva che educare alla virtù è un esercizio, esattamente come la ginnastica: se ti abitui al senso estetico, raffinato per contenuti e argomenti, si aspirerà a qualcosa di meglio. All’inizio si fa fatica, però poi ci si rende conto che ha un senso. E quindi non diventa più estremamente facile imbrogliare, la gente scopre l’agguato…

“Sventare gli agguati” è un termine che parlando usi spesso…
Secondo me, l’esercizio alla riflessione filosofica permette alla mente di sviluppare una capacità critica che è sì innata, ma se non viene utilizzata, si ipotrofizza. L’esercizio alla filosofia in senso ampio (quindi al dialogo, alla discussione, alla lettura dei testi)  aumenta la capacità critica di lettura della realtà in maniera logicamente corretta: è più difficile , quando si abituati all’esercizio logico, non capire quando c’è una contraddizione! Se ci appiattiamo ad una vita intellettuale più pigra, è più facile che ci passino inosservati dei postulati contraddittori, e quindi meno probabile sventare i famosi agguati, che possono essere nascosti nelle parole di chi ci parla, in prodotti, nei libri… La facoltà critica è passibile di essere sviluppata, potenziata, ma anche assopita. La democrazia coinvolge tutti i cittadini, ognuno si assume la propria parte di responsabilità: sta a noi, non al fato cattivo, decidere. La filosofia è amore per la conoscenza, più conosciamo più siamo in grado di capire cosa tenere e cosa lasciare. La democrazia è la migliore forma di governo possibile, con tutti i suoi difetti: che facciamo, torniamo alla tirannide?

Non ti senti un po’ un outsider a trattare degli argomenti considerati “alti” in forma spesso ironica?
Mi diverto molto, perché ho sempre considerato l’ironia come una cosa molto seria, una manifestazione di intelligenza il cui unico limite è che non si può utilizzare con tutti. Veicolare concetti rilevanti attraverso la forma narrata è utile per farli arrivare a più persone. E’ chiaro che il saggio accademico ha più valore come scritto, ma arriva a minor gente. Siccome sono convinta che alcuni concetti debbano arrivare a tutti, personalmente ritengo che se qualcuno così si incuriosisce per un personaggio e va a cercarsi un testo canonico per me è un grandissimo successo. Non voglio si pensi che la filosofia sia una cosa che non ci riguarda. Possiamo trarne molto.

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