I nodi culturali della raccolta differenziata: viaggio a Reggiomaceri

Quello che segue è il mio contributo a un problema che sembra irrisolvibile…

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da http://www.strill.it

Di Josephine Condemi-   Dove finisce la differenziata?  Per scoprirlo, siamo andati a ReggioMaceri, in contrada Oliveto, vicino S. Gregorio. L’unico centro di stoccaggio del comune di Reggio Calabria. Ad accompagnarmi, Pasquale Arecchi, responsabile Leonia del settore raccolta differenziata e il proprietario dell’impianto, il sig. Siclari. 

“Qui “ spiega Arecchi “portiamo tre tipi di materiale: il multimateriale (plastica, vetro, alluminio) cioè il gruppo del bidone blu; la carta (bidone bianco) e il cartone di imballaggio, soprattutto di utenza commerciale. L’organico va a Siderno (e siamo fermi da 20 giorni perché non ci fanno scaricare), invece gli ingombranti li raccogliamo dalle tre sedi di Sbarre, Archi e Pietrastorta e li portiamo a Villa S. Giovanni”.

A Reggio Maceri quindi multimateriale, carta e cartone. Entriamo nello stabilimento: stanno lavorando il multimateriale. Degli operatori mettono i rifiuti sul nastro trasportatore, poi avviene la fase della divisione manuale tra plastica, vetro e alluminio (con il controllo degli scarti “purtroppo tanti, perché non si fa bene la differenziata”), la raccolta in ceste e il compattamento in balle.

“Il piano di raccolta per i privati funziona così: sotto la linea autostradale, ci sono contenitori condominiali da 120-140 litri, sopra la linea autostradale i cassonetti. Parecchie famiglie hanno rifiutato i bidoni, anche se per legge dovrebbero prenderli.  All’inizio, la consegna dei bidoni era stata fatta con i vigili urbani. Per fare la prima consegna, 4 bidoni, ci abbiamo messo due ore e mezza, perché litigavano con i vigili: alla fine, hanno messo fuori i bidoni e i vigili gliel’hanno concesso perché è arrivato l’avvocato, questo, quello. Sono tornato in direzione e ho detto: ‘di questo passo finiremo nel 2027’. Quindi li abbiamo consegnati noi, dove non li hanno voluti abbiamo segnalato i casi ai vigili urbani, ma abbiamo dei limiti, non siamo un’autorità, siamo un’azienda che fa un servizio”.

A proposito di servizio: molti segnalano che i rifiuti differenziati vengono spesso inseriti nel medesimo camion… “Sì, succede, ma le spiego il perché. Se trovo un bidone pieno di rifiuti indifferenziati non lo posso raccogliere: prendo il numero identificativo dei bidoni, mando la segnalazione in ufficio e la passo agli ispettori ambientali che devono sanzionare a chi è intestato il bidone. Dopo due-tre giorni, i bidoni devo comunque svuotarli, quindi mando il camioncino e se il bianco e blu sono sporchi vanno nell’indifferenziata e quindi certo, li svuotiamo insieme. Le spiego: io sono messo qua per aumentare l’indice della raccolta differenziata. Per venti chili in più o in meno qui al centro litigo. Sono tanto scemo da prendere i rifiuti, mischiarli, abbassare la percentuale? Già carta e cartone insieme non si possono mischiare. Ne troviamo tanti di questi casi, almeno 50 al giorno. Quindi il camion nel fine settimana deve buttare nell’indifferenziata 2-300 bidoni, diventati RSU normali. La gente che passa pensa: ‘ecco, li buttano nello stesso punto’. Ma qui può vedere che la differenziata funziona”.

E le segnalazioni? “C’è un’ordinanza che prevede le sanzioni, almeno 50 euro a condominio. I nostri due ispettori ambientali interni fanno giornalmente 10-15 sanzioni, lo possono dimostrare le carte. Poi, bisogna vedere se si pagherà. La situazione è questa, capita anche nei cassonetti che hanno una chiave particolare, e che noi, a regime normale, non adesso in emergenza,  troviamo spesso forzati e pieni di immondizia. Lì pure facciamo la segnalazione ma non c’è colpevole”

Per non parlare del cartone di imballaggio, di cui le strade sono piene… “Tutti gli esercizi commerciali, per legge, sono obbligati ad avere una convenzione di smaltimento del cartone terziario, o in un centro di stoccaggio o con una raccolta a domicilio. Questo a Reggio esiste solo al 30-40%, tutti gli altri depositano dove capita, soprattutto nei cassonetti. Quando siamo a regime,  nonostante nel centro storico i cassonetti siano molti di più del necessario, troviamo sempre rifiuti a terra, perché l’utenza commerciale invece di portarli in sede autorizzata o avere contratto di raccolta li butta lì. Ci sono gli ispettori ambientali, circa 40 tra ispettori e informatori,  che dovrebbero girare all’interno dei negozi, chiedere se hanno un contratto ed eventualmente sanzionare, anche riguardo agli orari urbani da rispettare”.

Ma avete preso delle iniziative, avete parlato con le autorità? “Iniziative noi non ne possiamo prendere perché non siamo il comune, e inoltre non c’è un contratto esclusivo con noi, la legge dice semplicemente che devi farlo, non con quale ditta o azienda. C’è da pagare lo smaltimento, ma chi fa il contratto ha il 30% di detrazione sulla tassa rifiuti. Certo che abbiamo sollecitato il comune:  il commissario per il momento sta seguendo tante cose, e tante cose si sono sistemate… però  sulla differenziata secondo me si sta puntando pochissimo, anche se Rossi si sta attivando in questo senso. Certo l’emergenza non aiuta”

Il cane che si morde la coda: se la maggior parte dei rifiuti fossero riciclati, l’emergenza rientrerebbe di molto…  “Infatti l’obiettivo è differenziare al 100%. Informare. Abbiamo inviato un’informativa a tutti i cittadini qualche tempo fa: cosa mettere nei cassonetti, quando, dove. Guardi”  Arecchi apre il cofano dell’auto ed è pieno di depliants, che mi mostra. “Qui c’è scritto tutto, compreso il percorso che fa il camion e l’intero ciclo di gestione, e la gente dice che le foto le abbiamo scaricate da Internet”

Ma dove la portate, una volta imballata? “Come Leonia una volta portata qui il nostro compito finisce”. E quindi ce lo spiega il sig. Siclari: “la carta e la plastica vanno portati in centri di lavorazione appositi, per i rifiuti che scarica la Leonia abbiamo direttive rispettivamente da COMIECO e COREPLA, i due consorzi nazionali che fanno i bandi di gara. Di questi centri non ne esistono in Calabria, il più vicino è a Salerno, quindi certo i costi di trasporto aumentano”.

Ma quando ha deciso di investire in questo settore? “All’inizio lavoravo con la Croce Rossa, pagavo per prendere la carta dagli uffici e rivenderla…ho visto che funzionava e ci ho preso gusto. Dal 1998 ho questa convenzione con il comune ma lavoro anche con i privati. Con il contratto comunale, la convenzione, mi pagano il lavoro sui rifiuti ma le balle le vendono loro. Attualmente siamo in 16 a lavorare…  Avevamo fatto una proposta, qualche anno fa, per gli oli esausti: fare una campagna, passare i bidoni, potevano lavorare 2-3 ragazzi in più. Ma non ci hanno mai risposto.”

“Questa piccola realtà è una grande cosa” sottolinea Arecchi. “Un mese fa, c’è stato un controllo CONAI sull’impurità delle balle, perché il pagamento avviene in base all’impurità… le balle uscite da questo centro ne avevano zero. Si riuscivano a differenziare al 100%. E queste balle le pagano alla Leonia”.

Dove finisce la differenziata? A Oliveto, certo. Ma anche nella testa.

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2 thoughts on “I nodi culturali della raccolta differenziata: viaggio a Reggiomaceri

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