La matita, il foglio bianco, il binario unico: il passaggio del Corriere al digitale…

Appunti a seguito dei due seminari che Antonio Troiano  e  Antonio Morra hanno tenuto la scorsa  settimana all’Unime.

“L’informazione dall’analogico al digitale” è il filo conduttore quindi qui ci soffermeremo proprio su questo (difficile) passaggio.

Le metafore dicono tanto, quando si parla. Troiano, responsabile della redazione Cultura del Corriere, ha esordito dicendo come sia difficile pensare di fare una lezione di giornalismo, perchè “noi viviamo la professione come un mestiere, con una certa gelosia”.

Ha fatto vedere due copertine, una del primo numero del Corriere e l’altra del giornale attuale. “Dovete pensare che, nonostante i cambiamenti, al di là di tutto c’è sempre una matita e un foglio bianco da dove partire”.

E siccome ha parlato di accessibilità, necessità di abbassarne la soglia etc. (del mondo chiuso della terza pagina, sempre in bilico tra tradizione e innovazione), gliel’ho chiesto: la matita e il foglio bianco, nel digitale?

Pensare di poter gestire la home come una copertina. Il quotidiano online come quello offline depotenziato.

Con un sorriso, mi ha detto che il passaggio al digitale sta avvenendo, piano, ma sta avvenendo. Che la piattaforma del Corriere cambierà, che (finalmente) ci sarà un unico canale per “La lettura” e la sezione “Cultura”. Che stanno lavorando per renderlo social. “Soprattutto con i ragazzi che abbiamo. In queste cose, dovete aiutarci voi”.

Mi sarebbe piaciuto chiedergli, ad esempio (visto che ha parlato della Pivano, della controcultura americana, di quanto in quel momento storico fosse necessaria quell’opera di traduzione culturale, di quanto già Albertini avesse visto lungo ai primi del Novecento nell’investire in cultura), se la vedeva, lui, la linea di collegamento tra la controcultura americana e l’avvento del digitale (dopo Castells, io un po’ sì)…

E poi Morra. Responsabile della segreteria di direzione. “il giornalismo vive di disordine organizzato”. “L’online e l’offline hanno diverse velocità e senso: nell’online troviamo le notizie, sul giornale l’approfondimento”.

Ma l’approfondimento sull’online? “Non ci credo molto. E’ come volere fare andare una bicicletta come un’auto o viceversa. Ogni mezzo ha le proprie specificità”.

L’importante è “l’informazione verificata e di qualità”.

Per entrambi, il grande problema del filtro (1000 mail al giorno), le necessità di andare anche oltre la notizia.

Di porsi innanzitutto “al servizio del lettore” (Troiano), perchè il giornalista “non è il paladino della giustizia” (Morra).

“Lavoriamo su un sistema editoriale che è come un binario”, ha affermato Morra. C’è da crederci. Ma nel mondo delle reti, questo spiega tante cose…

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