La Calabria e l’Italia sottosopra…

italia-sottosopra

Guardare l’Italia da giù è un esercizio forse strano, forse straniante, a volte doloroso, a volte divertente.

Marina Terragni, che ho incontrato qualche mese fa (v. qui e qui) mi ha chiesto di mettere nero su bianco ciò che pensavo/sentivo a proposito della polemica sulla Calabria maschilista, innescata anche da questa lettera al Corriere.

Cosa penso/sento (per quello che vale) potete trovarlo sul blog della stessa Terragni e (per me grande sorpresa) sul blog “Buone notizie” del Corriere.it.

Un aspetto che è rimasto forse tra le righe, e che mi va di precisare qui, è che la famosa logica binaria per cui o è tutto bianco o è tutto nero  (ne parlavamo, tra l’altro, qui) sta trovando un buon posto anche in questa polemica, che rischia di diventare una querelle abbastanza inutile tra “quelli che partono” e “quelli che restano”.

Da cui, la caccia all’infedele: l’ingrato che è partito vs l’incivile che è rimasto.

Bandiere di purezza, da sventolare all’occorrenza.

Essere nata dopo il 1989 ha avuto i suoi vantaggi: il concetto di “appartenenza” totale e radicale, così come quello di militanza (grazie, Arendt!) mi trova parecchio perplessa.

Quindi, sì, calabresi che restano. Ma le stesse (e gli stessi) calabresi possono partire, tornare, ripartire, ritornare. Incrociare sguardi, situazioni, perché l’altro è sempre portatore di differenza che non è malattia.

C’è un problema di rappresentazione riguardante il Sud e la Calabria, è vero.  Rispondendo alla riflessione sulla Fiera del libro di quest’anno (v. qui) Doriana Righini ha rilanciato il “vivere per addizione” di Carmine Abate (v.qui).

Ne abbiamo parlato anche da queste parti.  E’ la mescolanza, non la purezza, il fertilizzante culturale (Clifford docet). La frontiera mescola. La frontiera è impura.

E questo, sì, è ancora una volta guardare l’Italia sottosopra. Ma sottosopra non è cercare di far diventare il Sud Nord o viceversa. Sottosopra è, “semplicemente”, un punto di vista strambo.

ps: tutto ciò potrebbe essere affiancato da una riflessione sul potere,

sull’ “aggiornamento” del concetto di sovranità (prettamente moderno) e su cosa significa vivere in una società “post-moderna” (attraverso e oltre Lyotard)… ci torneremo, prima o poi…

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2 thoughts on “La Calabria e l’Italia sottosopra…

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