Ancora sulla sindrome da attesa di giudizio…

dente-giudizio

Italia, per te, la sindrome da attesa di giudizio…continua.

Avevo sperato che il 2012 portasse via con sè la sindrome, ma, evidentemente, non è così.

Ancora cortocircuiti binari, ancora fede che diventa affidarsi acriticamente…

Adesso il giudizio è quello della Cassazione, che ha bloccato un Parlamento. Prima (e ancora) era quello dell’Europa.

Altri, sempre altri. Sempre diversi, sempre (più che altro) nemici. E marce che diventano retromarce che diventano tunnel che diventano paralisi. E urla e richiami a parole sempre più vuote.

Giudizio. Sto leggendo (anche) Weber e Arendt  in questo periodo. Lo so: ho in arretrato un post su responsabilità, tradimento, legittimità (e sovranità come concezione moderna legata ad una certa immagine del mondo che non ci appartiene più, ad esempio)…  ma ancora non riesco a scriverlo.

Scrivo, in nota, questo pensiero di René Girard, che ho trovato in un volume bellissimo, “Europa, vecchi confini e nuove frontiere“: “Laddove la differenza fa difetto, è la violenza che minaccia”.

Finiremo sdentati?

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