47, corpo (mezzo morto) che parla… #medrc … #medithappen

mediterraneo

 

Scossa per l’Egitto (chè quest’esperienza è servita anche a questo, prima bisogna guardarsi negli occhi e poi nihil a me alienum puto… ), pubblico adesso riflessioni di qualche settimana fa su quello che è successo a Festa del Mare 2013 con Unimed…

Scrivo adesso, con un minimo di lucidità per mettere insieme due parole una appresso all’altra, adesso che c’è da riordinare, dentro e fuori, e saltano appunti, citazioni, flash.

Brividi. Quando se ne sono andati, e tutti piangevano.

E la ragazza tunisina che si girava male abbracciarmi di slancio, che è contenta di avermi conosciuta (e allora forse non avevo capito niente).

Sensazione strana, come di pace. Quando abbiamo ballato tutti insieme e mi è venuto in mente che noi giovani abbiamo bisogno di sognare.

Attanmia. Almosstadama.

E persone che mi parlano in inglese, spagnolo, francese quasi contemporaneamente. E ci capiamo. Anche se rispondendo magari in una lingua diversa.

Perchè in effetti, come mi ha confermato un amico qualche giorno fa, “anche nel mondo arabo è importante guardarsi negli occhi quando ci si parla, altrimenti è maleducazione. Così come è maleducazione rifiutare se ti offrono qualcosa”.

E cibo: dolci, da tutti i paesi. Buoni. Simili.

E mangiare e parlare, e parlare e camminare.

“Ma tu pensi che l’Europa abbia abbandonato la Grecia?” “Non so. Penso che noi ci siamo abbandonati da soli.”

E una donna con gli occhi che le brillano spiegarmi che l’arte è una cosa che viene da dentro (la mano sullo stomaco) l’artista o ce l’ha o non ce l’ha.

E poi dapka. E la pizzica.

E il finlandese che mi chiede di spiegargli perchè nessuno si ribella, che c’è troppa spazzatura. E io che cerco di spiegargli, che non è così facile.

E decidere di ripartire dalle cose in comune: cibo, sport, musica.

E lanciare #medithappen, un hashtag per condividere ancora, le cose che abbiamo in comune.

E poi sì, leggere i giornali, vedere che il mondo continua, e i conflitti anche.

Ma. La condizione di una possibilità a volte è già abbastanza.

Ps: si son fatte cose anche intellettuali, dal 27 al 4 agosto (a un certo punto sono spuntati anche Heidegger e Gadamer, per dire) ma rielaboreremo in seguito. Adesso, è 47. Corpo (mezzo morto) che parla.

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