Lo strazzo della U. #Curatopia per le infinite Utopie possibili

Ieri, a Matera, hanno strazzato la U dell’Utopia, per farne emergere infinite altre. Una U di cartapesta, realizzata da due maestri artigiani, da cui sono uscite parole nuove, nuovi prefissi per infiniti luoghi possibili. Hanno strazzato la U in piazza, tutti insieme, di fronte all’ex-ospedale di S. Rocco, per celebrare con un rito i 500 anni dalla pubblicazione di Utopia di Tommaso Moro e candidare Matera, Capitale Europea della Cultura, come città delle U topie ritrovate, da costruire insieme.

U-topia, il viaggio immaginario nella città ideale. U-topos, una parola nuova per un non luogo, il luogo che non c’è. Ma che succede se la viene barrata?

«Utopia era, a suo tempo, un neologismo: abbiamo deciso di giocare di nuovo con il linguaggio», affermano Salvatore Iaconesi e Oriana Persico (La Cura/Art is Open Source) che insieme a Emmanuele Curti hanno ideato il progetto  Topia, finanziato da Fondazione Matera 2019 e realizzato in collaborazione con Materadio/Radio3. «Barrando la “U” riemergono i luoghi: migliaia, centinaia di migliaia di luoghi (e la loro utopia) possono esistere. Luoghi che nascono dalle parole e dalla moltiplicazione delle parole. Topia è la creazione collettiva e connettiva di un dizionario per immaginare e moltiplicare futuri possibili».

Dalla U strazzata sono infatti uscite le parole che i ragazzi dei licei artistico e classico di Matera hanno pensato durante i laboratori in piazza, realizzati dal 19 al 22 dentro un Iglu de Vent che scompare e riappare all’occorrenza.

u-topiaworkshop1

«I ragazzi sono andati loro stessi classe per classe a raccogliere i lemmi» racconta Persico «Non ci aspettavamo tanto entusiasmo! Evidentemente c’è un gran bisogno di lavorare sul desiderio».

Tacitòpia/Silentòpia. Il luogo che si raggiunge quando si è in silenzio (insieme o da soli). In questo luogo, possiamo modellare la realtà perché non si etichetta (e non si è etichettati). – Luogo: I sassi di Matera

 

Teat(r)òpia. Luogo dove finzione e realtà si fondono insieme per dare vita a travolgenti emozioni. – Luogo: Teatro Petruzzelli

 

 

Desiderio associato ai luoghi e alle pratiche condivise, cambiate talvolta di significato. Ieri, il 24, il rito collettivo ispirato allo strazzo del carro della Bruna, la Patrona di Matera: dopo il concerto annuale di Materadio, il programma di Radio3, la facciata dell’ex-ospedale si è illuminata con il projection mapping, la mappatura che gioca con le strutture architettoniche illuminandone le superfici a tempo di musica. I ragazzi del Conservatorio hanno fornito la colonna sonora di un’opera in 4 atti che ha raccontato il passaggio dal Dis-Astro all’Topia.

«Ma il rito adesso continua in modo ubiquo, in tutte le parti del mondo! Puntiamo a rendere Matera un epicentro di una rete molto più grande» sottolinea Persico.

Il dizionario ha infatti già 150 lemmi, costruiti, oltre che da studenti, da ricercatori, artisti, cittadini.

Chiunque può partecipare, descrivendo la parola ed associandola ad un luogo. A metà tra l’attuale e il virtuale, il reale e l’immaginato.

Per poi ritrovarsi, ogni anno, a Matera, con tutti gli topisti.

 

 

 

 

 


Annunci

One thought on “Lo strazzo della U. #Curatopia per le infinite Utopie possibili

  1. Pingback: U-Topia. An Ubiquitous interconnetcive neo-ritual in Matera – [ AOS ] Art is Open Source

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...