Il gusto della Scholé

Nel giardino c’è un albero di nespole. Alessandra Scali ne raccoglie una manciata e le distribuisce, prima della conferenza stampa. Ha appena finito di illustrarmi la nuova sede dell’associazione Scholé, che sarà inaugurata domani pomeriggio, in via Umberto I, 106, a Roccella Jonica. «Abbiamo contato quasi 40 porte» sorride, perché tutti gli ambienti sono intercomunicanti da almeno due lati.

La fontana in pietra da riattivare sarà il prossimo passo, così come il forno a legna, nello spazio accanto. Ma i cinque mesi di lavoro dentro il palazzo del 1820, iniziati il 2 novembre scorso, sono serviti a rifare gli impianti idrici ed elettrici, oltre che a pulire e quindi pitturare, ammobiliare. Il soffitto alto all’ingresso, poi la cucina al pianoterra. Le scale portano al piano rialzato in cui si susseguono la segreteria, il già battezzato “salotto Gipsy” per la tappezzeria estrosa, la sala incontri di 50 posti, e sedie e poltrone e libri e luce del sole della Locride. Due terrazze, in cui l’albero di nespole è così vicino da potersi toccare.

«Ma che possiamo portare per domenica? (oggi, ndr)» chiede nella sala caffè una signora ad una ragazza dalla maglietta con su scritto “Basta il pensiero, critico”. «Quello che volete, anche la ristrutturazione ha funzionato così, col volontariato, lo sapete come siamo» le risponde Alessandra Mallamo, che insieme ad Angelo Nizza coordina dal 2010 questo esperimento di filosofia partecipata.

Un esperimento iniziato con la scuola estiva di alta formazione di fine luglio, a ingresso libero, sotto la direzione di Remo Bodei e Salvatore Scali, realizzata dal 2010 nell’ex convento dei Minimi in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, l’IISF Scuola di Roma, il Centro per la Filosofia Italiana ed il Comune di Roccella, che contribuisce con 5000 euro annui, utili per il finanziamento delle borse di studio donate agli studenti e gli appassionati extraeuropei che chiedono di partecipare.

Alla scuola estiva si è aggiunta quella invernale negli istituti della provincia reggine. Scuole da quest’anno legate da un unico tema, “Rivoluzioni”. «L’estate 2016 ci ha convinto a prendere dimora, autofinanziarci attraverso lavoro vivo messo a disposizione da una rete di solidarietà e pagare un affitto» ha spiegato Angelo Nizza. «L’associazione è cresciuta, serve uno spazio fisico per ritrovarci, aprire un tesseramento, collaborare con altre realtà: questo vuole essere una luogo aperto alla comunità calabrese, un punto di riferimento e di socializzazione che comporta una presa di responsabilità da parte di tutti».

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Essere “quelli della scuola estiva”, ha sorriso Alessandra Mallamo, non basta. «Fare filosofia significa agire nelle cose e produrre una differenza quotidiana, non l’evento eclatante. Per noi è un modo di vivere la propria crescita, percepire la propria umanità: l’ethos è abitudine» ha ricordato «E noi attraverso “Scholé” vorremmo proporre di pensare diversamente al tempo, di intenderlo come recupero di relazioni e luoghi. Una forma di pienezza».

Della “Scholé” come pausa dagli obblighi lavorativi, liberazione dalla necessità, riscoperta della dimensione umana parlerà Arianna Fermani, docente dell’università di Macerata, all’inaugurazione che prevede zeppole, vino e dolciumi. «Scholé come lievitazione naturale» hanno scherzato Mallamo e Nizza in conferenza stampa. E poi l’hanno stampato sulle locandine.

Al pianoterra, quasi 40 scatoloni aspettano di essere rip20170418_175241osti nella biblioteca che conta tre tavoli e dodici postazioni. «Anche questa è stata una sorpresa» ricorda Mallamo. «La sorella di Pino Certomà, uomo che pensava con la propria testa, grande argomentatore ed amico dell’associazione, un giorno è venuta a trovarci e ci ha detto: “Parlava sempre di voi, mi pare giusto che i suoi libri restino qui”. Il fondo che porta il suo nome racchiude quasi 2000 volumi».

La biblioteca verrà organizzata dai ragazzi del Liceo Scientifico comunale durante l’alternanza “scuola-lavoro”, per cercare nuove forme e modi di promozione dello spazio.  Nuovi gusti della Scholé tutti da inventare.

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